ISRAELE – Lo studio del Taub Center: 2025, un bivio demografico

Per la prima volta nella storia di Israele, nell’anno civile che va concludendosi, il tasso di crescita della popolazione è stato inferiore all’1%. A fornire il dato è il Taub Center, centro di ricerca indipendente con sede a Gerusalemme, in un report dal titolo “Israele 2025: un bivio demografico” diffuso mercoledì mattina. «Dalla fondazione dello Stato, il tasso di crescita della popolazione di Israele è sceso al di sotto dell’1,5% solo due volte: all’1,42% nel 1981 e all’1,35% nel 1983. Il tasso di crescita di Israele nel 2025 è destinato a battere quel record: secondo le nostre stime sarà pari a circa lo 0,9%», informa il direttore di ricerca del centro Alex Weinreb. Tre le motivazioni fornite per spiegare il fenomeno ci sono l’aumento del numero di decessi dovuto a un maggior numero di persone che raggiungono i 70 e gli 80 anni, le cifre migratorie negative e un calo del tasso di fertilità. Sempre oggi l’Ufficio Centrale di Statistica ha reso noto che 69.300 cittadini israeliani hanno lasciato il paese nel 2025 a fronte di circa 19mila rimpatriati. La popolazione israeliana alla fine del 2025 è stimata in 10 milioni e 178mila persone: complessive gli ebrei sono 7.771.000 (76,3%), mentre gli arabi sono 2.147.000 (21,1%). Risiedono in Israele anche 260mila cittadini stranieri (2,6%).
Tornando allo studio del Taub Center, nel prossimo futuro l’istituto prevede che il numero delle nascite «continuerà a superare il numero di decessi» ma non si registreranno più crescite dell’1,9%-2,0% annuo “normali” in altri momenti storici. Servirà pertanto una migrazione netta positiva, viene spiegato, «per mantenere la crescita demografica al di sopra dell’1,3% nel 2025, al di sopra dell’1,2% fino al 2030 e al di sopra dell’1% fino al 2040». Le donne israeliane ebree, prosegue l’analisi, «sono l’unico gruppo i cui tassi di fertilità sono rimasti relativamente stabili e sono persino più alti oggi rispetto al 2005, sebbene siano diminuiti considerevolmente dal 2018». La stima del centro è che tra le donne laiche e tradizionaliste non religiose il tasso di fertilità finirà per attestarsi attorno all’1,7% entro la fine degli anni Trenta, un dato «leggermente superiore» a quello dell’Europa settentrionale e del Nord America. Tra le donne religiose, invece la stima è che «la fertilità scenderà a circa 2,3 figli per donna, e tra le donne haredi a 4,3 figli». Tendenze parallele, osserva il centro, «sono previste anche nella società araba, dove la fertilità scenderà a 2,7 tra le donne religiose e a 2,0 tra le donne non religiose». Malgrado il trend, precisa il centro, Israele resta comunque un paese a crescita “elevata” tra quelli ad alto reddito.

a.s.