CRANS-MONTANA – Da Zaka alla comunità ebraica, solidarietà nel dramma
«Dignità per tutti i morti» è il motto dell’organizzazione paramedica israeliana Zaka, fondata nel 1995 e specializzata nel recupero dei corpi delle vittime. Un’esperienza messa in campo in queste ore a Crans-Montana, in Svizzera, nell’area della strage di Capodanno. Anche la comunità ebraica guidata dal movimento Chabad, la cui sede è adiacente a quella del locale andato a fuoco, si è messa a disposizione della collettività. Il movimento informa che circa 300 pasti sono stati preparati per i familiari e le persone in attesa di notizie. Venerdì mattina il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani si è recato nella località alpina e ha fatto il punto con i giornalisti sui numerosi connazionali coinvolti: al momento gli italiani feriti sono 13 e sei invece i dispersi. La situazione di alcuni feriti è molto grave.
La tragedia ha colpito da vicino il mondo ebraico, con notizie di vittime accertate e dispersi anche tra giovani belgi e francesi. «A nome dello Stato di Israele, porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime della terribile tragedia di Crans-Montana», ha scritto su X il presidente israeliano Isaac Herzog. Al cordoglio si è unito anche il ministro degli Esteri di Gerusalemme, Gideon Sa’ar, che si è detto «profondamente scioccato e rattristato». In una nota, la comunità ebraica Beit Yossef di Crans-Montana sottolinea: «Preghiamo per tutte le vittime e siamo al fianco delle loro famiglie, offrendo loro tutto il supporto di cui hanno bisogno in questi momenti difficili. La sinagoga non è stata colpita dall’incidente, senza che ciò sminuisca in alcun modo la gravità degli eventi o l’emozione che hanno causato».