USA – L’inarrestabile ascesa di Bari Weiss

Le sono bastati cinque anni per ritrovarsi in vetta. Da ottobre la giornalista ebrea americana Bari Weiss è il nuovo direttore responsabile di Cbs News, la storica rete di Walter Cronkite. La sua nomina ha sollevato un polverone di critiche. Weiss, 41 anni, non ha alcuna esperienza in campo televisivo e spesso si è scagliata contro i media tradizionali. Sul versante politico, il suo profilo sfugge alle facili definizioni. Negli anni, si è definita «una centrista radicale» e «un’ebrea di centrosinistra sulla maggior parte delle questioni». Il suo incrollabile supporto al sionismo e a Israele e la sua battaglia contro gli eccessi della sinistra, la cultura woke e le istituzioni ne hanno fatto però l’eroina dei conservatori. Molti critici vedono nel suo arrivo un ulteriore segnale del riallineamento del network su posizioni pro-Trump.
Il suo approdo alla guida della Cbs, una dei quattro grandi network americani, avviene a condizioni spettacolari. Paramount, la casa madre di Cbs, ha acquistato la startup giornalistica lanciata dalla giornalista nata a Pittsburgh, The Free Press, per la bella cifra di 150 milioni di dollari. E nel nuovo ruolo, Weiss risponderà direttamente a David Ellison, ceo di Paramount e figlio del miliardario ebreo Larry Ellison, fondatore di Oracle e grande sostenitore di Israele. Per la comunità ebraica americana, quest’assetto accende però molteplici interrogativi. Quali voci troveranno espressione e rappresentazione? E cosa succede quando una figura così divisiva diventa il volto pubblico del sostegno ebraico a Israele?
L’identità ebraica non è un dettaglio ma il fondamento nella carriera di Weiss. Quando nel 2017 entra al New York Times, nel periodo in cui il giornale sta diversificando l’arco delle opinioni, si distingue sparando a zero su cancel culture, #MeToo e intolleranza progressista. Un anno dopo, diventa un nome di rilievo nella battaglia all’antisemitismo all’indomani del massacro nella sinagoga Tree of Life nella sua Pittsburgh. Weiss, che aveva celebrato lì il suo bat mitzvah in quel tempio, offre ai lettori uno spaccato illuminante della vita ebraica americana. Sono i temi al centro del libro How to Fight Anti-Semitism (2019) in cui descrive gli anni di studio alla Columbia a New York come «una poltrona in prima fila sull’antisemitismo di sinistra». Il Jerusalem Post la inserisce tra gli ebrei più influenti al mondo.
Tre anni dopo, se ne va dal Nyt denunciando il «bullismo» dei colleghi e un «ambiente illiberale». È una rottura clamorosa. Un anno dopo, fonda The Free Press con la moglie Nellie Bowles: newsletter, video, eventi e podcast che si propongono come un’alternativa ai media tradizionali esprimendo l’insofferenza conservatrice. Presto attrae i transfughi democratici e costruisce alleanze con i miliardari della Silicon Valley. Elon Musk le chiede di investigare Twitter. Jeff Bezos la invita al suo matrimonio.
Il momento decisivo arriva dopo i massacri del 7 ottobre. Weiss va in Israele e scrive da lì. Mentre molti media minimizzano e faticano a chiamare terrorismo quello che hanno visto, Weiss documenta su The Free Press le atrocità di Hamas, dà voce alle famiglie degli ostaggi, non esita a schierarsi. E quando le proteste propal squassano le università americane, denuncia l’antisemitismo nei campus, fustiga gli amministratori che tollerano le intimidazioni contro gli studenti ebrei. Per tanti ebrei americani frustrati dalla copertura mediatica del conflitto, Bari Weiss diventa un punto di riferimento. Due anni più tardi, il suo successo è un dato di fatto. Al momento della vendita a Paramount, The Free Press conta un milione e mezzo di lettori e 15 milioni di incassi da abbonamenti.
Il passaggio a Cbs è carico di implicazioni. Weiss rappresenta una voce ebraica, ma quale? Fermo restando il legame con Israele, gli ebrei americani sono divisi sul conflitto in Medio Oriente e sulle politiche del governo. Molti faticano a riconoscersi nel suo forte sionismo, nella relazione con la destra conservatrice, nella sua retorica da trincea permanente.
La convergenza con gli Ellison rende il quadro ancora più complesso. Larry, padre del ceo di Paramount, è alleato di Trump, vicino a Netanyahu e donatore di spicco dell’associazione Friends of the Israel Defense Forces. Oracle ha investimenti importanti in Israele. L’arrivo al vertice di una giornalista che del sostegno incondizionato a Israele ha fatto la sua cifra solleva alcuni timori sulla percezione di imparzialità che storicamente caratterizza una rete generalista come Cbs.
Quale sarà l’influenza di Weiss sulla copertura del Medio Oriente? Sarà un’informazione più equilibrata rispetto alla narrativa di Al Jazeera e Bbc, come dicono i suoi sostenitori? Darà voce a una sola prospettiva, come sostengono invece i critici? La posta in gioco non è solo giornalistica. Weiss arriva al top in un momento in cui gli ebrei americani stanno ridefinendo il loro rapporto con Israele, con la politica americana, con la propria identità pubblica. La sua ascesa dimostra che servono voci ebraiche orgogliose che non fingono neutralità. Ma rischia di ridurre una comunità complessa e plurale a una sola prospettiva. Le sue posizioni sono note. Resta da vedere se, alla guida di Cbs News, la sua sarà l’unica voce che il grande pubblico conoscerà.

Daniela Gross