SOMALILAND – Il riconoscimento da parte di Israele farà primavera?

Il 26 dicembre Israele ha riconosciuto il Somaliland come Stato indipendente. È la prima nazione al mondo a compiere un simile passo. Il Somaliland, uno degli stati federati della Somalia, si è dichiarato indipendente nel 1991. Da allora ha mantenuto istituzioni funzionanti, elezioni regolari e una relativa stabilità interna, pur senza riconoscimento internazionale. Come scrive David Nataf sul sito Israel247.org, il passo compiuto da Israele con una dichiarazione congiunta firmata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, dal ministro degli Esteri Gideon Saar e dal presidente somalilandese Abdirahman Mohamed Abdullahi, apre a relazioni diplomatiche complete, scambio di ambasciate e progetti di cooperazione su sicurezza, tecnologia, agricoltura, salute e economia. Secondo la narrazione ufficiale israeliana la mossa si inscrive in una logica di stabilizzazione del Golfo di Aden e del Mar Rosso, snodi strategici per il commercio mondiale e la sicurezza marittima, in un periodo in cui le ripetute azioni violente degli Houthi hanno interrotto il traffico navale e portato a un innalzamento dei costi globali della logistica. In questa chiave, trasformare un’entità de facto stabile in un attore de jure, con responsabilità e rapporti riconosciuti a livello internazionale servirebbe a ridurre l’incertezza e a rafforzare la governance di un’area cruciale per l’economia globale. «L’interesse di Israele è chiaro: ridurre la pressione nel Mar Rosso, evitare un fronte marittimo permanente e rafforzare la sorveglianza dei traffici dal porto somalilandese di Berbera», scrive Nataf. «Il ministro degli Esteri di Gerusalemme, Saar, ne ha parlato personalmente con il presidente Abdullahi per concretizzare questa visione. Questo interesse si incrocia con quello delle economie europee e asiatiche, degli Stati rivieraschi e del commercio mondiale. Il riconoscimento potrebbe incoraggiarne altri, a cominciare da Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, coinvolti a Berbera». La scelta israeliana è anche parte di un più ampio disegno di riallineamento strategico: il Somaliland ha manifestato la volontà di aderire agli Accordi di Abramo e l’accordo con Israele potrebbe spingere altri attori a riconsiderare la propria posizione, anche se la comunità internazionale non ha modificato le proprie politiche di riconoscimento. I discorsi sul sostegno alla stabilità regionale da parte israeliana non hanno però fermato le critiche globali: Somalia, Unione africana, Lega araba, Egitto, Turchia e Gibuti, hanno denunciato la mossa come una violazione del principio di integrità territoriale, sostenendo che riconoscere unilateralmente il Somaliland costituisce un precedente pericoloso e un’ingerenza negli affari interni di uno Stato sovrano. Il riconoscimento da parte israeliana rompe una lunga impasse diplomatica, arriva mentre molti paesi hanno riconosciuto in tempi recenti uno Stato palestinese contro la volontà di Israele. Su scala regionale la mossa ha già generato proteste e mobilitazioni in Somalia, dove migliaia di persone sono scese in piazza, e ha spinto l’Onu a discutere la situazione nel Consiglio di Sicurezza, dove alcune dichiarazioni hanno definito l’atto una minaccia alla pace e alla sicurezza nel Corno d’Africa. Resta da capire se questo singolo atto di riconoscimento verrà seguito da altri Stati o se rimarrà un gesto simbolico nonostante le sue implicazioni politiche e strategiche, piuttosto che una trasformazione effettiva dell’assetto diplomatico della regione.