LA LETTERA – Benvenuto Manor Solomon

Riceviamo da alcuni ebrei fiorentini, tifosi della locale squadra di calcio, la seguente lettera aperta al neo acquisto viola Manor Solomon:


Benvenuto a Firenze e nella Fiorentina. Avremmo voluto limitare queste righe a un augurio sportivo, da cittadini fiorentini e tifosi viola. Invece sentiamo il dovere di scrivere anche come ebrei fiorentini, per esprimerti una solidarietà che non avrebbe mai dovuto essere necessaria.
Le parole che ti hanno dichiarato “non il benvenuto” a Firenze vanno oltre una polemica politica: segnalano un antisemitismo che oggi si traveste da antisionismo, ma che continua a colpire le persone prima ancora delle idee.
Un amministratore pubblico di Sesto Fiorentino, con deleghe alla cultura e alle politiche giovanili, e un rappresentante istituzionale della città di Firenze hanno affermato il concetto che «chi sostiene le politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare la Fiorentina». Accuse gravissime, che meritano di essere verificate nei fatti.
E i fatti dicono altro.
Il 18 ottobre 2023, undici giorni dopo il massacro del 7 ottobre, Solomon commentava l’esplosione presso un ospedale di Gaza — poi attribuita a un razzo della Jihad Islamica — affermando che «i terroristi uccidono il loro stesso popolo e accusano Israele». Commentare la dinamica dei fatti, in cui vi era verosimilmente un errore di attribuzione delle responsabilità e del numero delle vittime, non lo rende degno di vestire la maglia viola?
Un’altra frase contestata recita:
«Questi non sono giorni semplici. Ogni giorno guardi le notizie. Speriamo che gli ostaggi tornino e che non ci siano altre perdite».
Davvero si pretende che un ragazzo di 26 anni, con amici e familiari in Israele, non esprima paura, dolore e speranza? Non speri nel ritorno a casa degli ostaggi e che non ci siano altre perdite?
Dopo queste prese di posizione istituzionali, sui social, oltre a una grande solidarietà in nome dell’amore per la maglia viola, si è scatenata una valanga di odio: accuse legate alla leva militare israeliana, insulti, delegittimazioni. Un antisemitismo grezzo, che nulla ha a che fare con lo sport.
Ricordiamo che in Italia la discriminazione per origine nazionale o religiosa e l’istigazione all’odio sono perseguite penalmente, soprattutto quando provengono da chi ricopre ruoli pubblici.
A te, Manor Solomon, vogliamo dire una cosa semplice: Firenze non è solo questa, come ti è testimoniato anche dalla solidarietà e simpatia ricevuta. Firenze è anche memoria, accoglienza, rispetto. È la città dei ponti interreligiosi di Giorgio La Pira e dell’amicizia ebraico-cristiana di Dino Pieraccioni.
Ti auguriamo di essere valutato solo per ciò che farai in campo, con la maglia viola. E speriamo che di questa vicenda resti, un domani, solo l’imbarazzo di chi ha scelto la scorciatoia dell’odio al posto della responsabilità.

Valter J. Bencini Orvieto
Angela Sadun
Milca Caro
Susanna Nirensztein
Alberto Servi
Anastasia Vendrov
Michele Hagen
Ariel Hagen
Vanni Genazzani
Monica Hagen
Veronica Hagen
Roberto Coen
Guta Meggiboschi
Sara Rabà
Carlo Santarlasci
Gigliola Mariani
Emanuela Servi
David Camerini
Leda Levi
Edoardo Sadun
Umberto Lascar
Alisa Santarlasci
Doron Samuel
Daniela Camerini
Laura Fineschi
Enrico Camerini
Gianni Sadun
Cecilia Armellini Genazzani
Mauro di Castro
Gianna Maria Wagner
David Pacifici
Riccardo Levi
David Jean
Nardo Bonomi Braverman
Bianchi Tommaso
Bianchi Lorenzo
Tatiana Caro
Susanna Caro
Simona Jean
Eitan Jean
Camilla Camerini
Giovanni Corbo
Riccardo Rossini

(Foto: Fiorentina)