7 OTTOBRE – Riprendono a Gaza le ricerche della salma di Ran Gvili
Si torna a scavare a Zeitoun, quartiere orientale di Gaza City, dove le Forze di Difesa Israeliane ritengono sia sepolta la salma di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano ucciso ancora in mano ai terroristi palestinesi. Finché Gvili non sarà restituito, avvertono le autorità israeliane, il valico di Rafah resterà chiuso e la fase due dell’accordo con Hamas non potrà progredire.
Le ricerche, sospese nei giorni scorsi per il maltempo, sono riprese in più punti indicati dall’intelligence israeliana in un’area duramente segnata dai combattimenti. Le Idf osservano da posizioni vicine, mentre Hamas continua a sostenere di non riuscire a localizzare i resti di Gvili. Una versione che non convince la famiglia. Tornata da poco dagli Stati Uniti, dove ha incontrato i vertici dell’amministrazione americana, la madre Talik Gvili ha raccontato di aver ricevuto rassicurazioni sull’impegno di Washington. «Ci hanno detto in modo molto chiaro che riporteranno Rani a casa, che ci stanno lavorando», ha spiegato in un’intervista a ynet. «L’unico problema è che gli americani credono davvero a Hamas, quando dice di non sapere dove si trovi il corpo. Ma non si tratta di un oggetto che si perde: parliamo di un uomo, di un combattente caduto in uniforme». Da qui la richiesta di Talik, condivisa da settori dell’establishment israeliano, di subordinare sia l’apertura di Rafah sia l’avanzamento della fase due dell’accordo alla restituzione della salma del figlio. 24 anni, sergente maggiore della polizia di frontiera, Ran è stato ucciso il 7 ottobre 2023 mentre combatteva i terroristi all’ingresso del kibbutz Alumim. Il suo intervento ha permesso a molte persone in fuga dal festival Nova di salvarsi. «La nostra vita è in pausa finché Ran non torna a casa», ha sottolineato la madre.
Alla famiglia si è rivolto anche il rabbino capo sefardita d’Israele, David Yosef, incontrando i genitori di Ran. «La legge ebraica ci impone di fare tutto il possibile per dargli una sepoltura ebraica», ha osservato il rav. «Invito ogni singolo cittadino di Israele a pregare affinché, con l’aiuto di Dio, questo avvenga il prima possibile».
(Nell’immagine, i genitori di Ran Gvili – Foto Forum delle famiglie degli ostaggi)