TECNOLOGIA – Il nuovo supercomputer di Nvidia ha un cuore israeliano

Senza gli sviluppatori israeliani, Nvidia non avrebbe potuto presentare a Las Vegas il suo ultimo supercomputer per l’intelligenza artificiale. «Se si guarda ai sei chip che ne compongono l’architettura, quattro nascono dal lavoro svolto in Israele», ha spiegato in conferenza stampa Jensen Huang, presidente e fondatore dell’azienda leader mondiale nei processori per l’AI.
Huang è intervenuto durante il Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, svelando una nuova architettura di supercomputing pensata per i data center che addestrano i grandi modelli di intelligenza artificiale. Il sistema, spiega la testata israeliana Calcalist, integra sei componenti chiave che operano come un’unica piattaforma, con l’obiettivo di incrementare le prestazioni e contenere i consumi energetici, uno dei principali limiti alla diffusione dell’AI su larga scala. I chip sviluppati in Israele svolgono un ruolo decisivo proprio in questo equilibrio, spiega Calcalist: sono componenti che permettono a migliaia di processori di scambiarsi dati in tempo reale, così che le GPU – i chip su cui si basano i calcoli dell’intelligenza artificiale – possano operare come un unico sistema.
Nvidia impiega oggi circa 5.000 persone in Israele e ha annunciato la costruzione di un nuovo campus a Kiryat Tivon, 15 chilometri a sud di Haifa, destinato a ospitare fino a 10.000 dipendenti. Il principale polo storico delle attività israeliane dell’azienda resta però a Yokneam, in Galilea, sviluppato a partire dall’acquisizione, avvenuta nel 2020, della società israeliana Mellanox per 6,5 miliardi di euro.
«Il nostro team in Israele è semplicemente straordinario», ha affermato Huang. «I sacrifici che fanno gli uni per gli altri e per il loro paese sono davvero eccezionali», ha aggiunto, riferendosi agli ultimi due anni segnati dalla guerra contro Hamas. Ricordando poi l’origine di quattro dei sei componenti chiave del supercomputer, Huang ha ironizzato: «Forse la prossima volta saranno tutti israeliani, sei su sei». Rispondendo poi a una domanda di Calcalist, il numero uno di Nvidia ha annunciato: «Arriverò in Israele molto presto, e non vedo l’ora».