USA – Maduro, Hellerstein e la ricerca (anche ebraica) della giustizia
L’arresto del dittatore venezuelano Nicolas Maduro ha acceso i riflettori anche sul giudice che presiederà il processo, il 92enne Alvin Hellerstein.
Nato a New York nel 1933, cresciuto in una famiglia ebraica ortodossa, Hellerstein è un magistrato di lunga esperienza e ha presieduto in passato casi di notevole rilevanza pubblica, occupandosi di reati finanziari, violazione dei diritti umanitari, terrorismo islamico collegato all’11 Settembre. Nominato alla magistratura federale dall’allora presidente Bill Clinton nel 1998, lo scorso maggio ha definito illegittimo il tentativo di Donald Trump di deportare immigrati venezuelani in El Salvador senza prima lo svolgimento di un «giusto processo». Un «giusto processo» sarà garantito anche al leader deposto di Caracas, ha spiegato Hellerstein nel corso della prima udienza del procedimento nel quale Maduro è imputato, assieme alla moglie Cilia, con l’accusa di narcoterrorismo.
Molti giornali scrivono in questi giorni del rapporto di Hellerstein con la propria identità ebraica e di come l’anelito di giustizia proprio della tradizione nella quale è stato formato si rifletta anche nel suo lavoro. C’è ad esempio chi racconta come sulla parete del suo studio di Manhattan appaia una celebre formula tratta dal Deuteronomio: “Tzedek, Tzedek tirdof”, cioè “la giustizia, la giustizia seguirai”. Altri si soffermano sulla sua abitudine di programmare le udienze di condanna al venerdì, in modo da poter riflettere nel corso dello Shabbat sulla pertinenza della pena da lui pronunciata nelle ore precedenti. L’ebraismo è sempre stato presente nella vita di Hellerstein. In passato è stato presidente del Board of Jewish Education e si è battuto per i “refusenik”, gli ebrei sovietici ai quali il regime impediva di lasciare il paese.
In un articolo del 2013 intitolato “The Influence of a Jewish Education and Jewish Values on a Jewish Judge” (“L’influenza di un’educazione ebraica e dei valori ebraici su un giudice ebreo”), pubblicato sulla rivista giuridica Touro Law Review, Hellerstein ricorda sul finale come i Padri Fondatori d’America conoscessero la Bibbia e ne abbiano liberamente tratto ispirazione «per plasmare i documenti e le pratiche fondamentali che hanno creato gli Stati Uniti d’America, consentendo loro di durare e prosperare come una luce per le nazioni». La ricerca della giustizia così centrale nell’ebraismo, aggiungeva il giudice, è quindi un pilastro «anche dello stato di diritto negli Usa». E allora «prego che le mie sentenze rendano giustizia al nostro popolo, al nostro popolo ebraico e al nostro popolo americano».
Adam Smulevich