AUSTRALIA – Chabad accoglie a New York l’eroe di Bondi Beach
Il governo di Anthony Albanese cede su commissione di inchiesta
È arrivato negli Usa per sottoporsi ad alcune cure sanitarie Ahmed al-Ahmed, l’eroe che ha disarmato a mani nude uno dei terroristi della strage antisemita di Bondi Beach a Sidney alla vigilia di Chanukkah. Nelle sue prime ore a New York, l’uomo è stato accolto con gratitudine da alcune associazioni ebraiche ed esponenti del movimento Chabad del quale era emissario nella città australiana il rabbino Eli Schlanger, una delle vittime del massacro. Al suo fianco il suocero di Schlanger, il rabbino Yehoram Ulman, che ha viaggiato con al-Ahmed da Sidney. In una delle prime tappe i due hanno sostato davanti alla tomba del settimo leader della dinastia, Menachem Mendel Schneerson (1902-1994), meglio noto come “il Rebbe”.
«Non potevo sopportare di sentire bambini urlare e donne piangere», ha raccontato il 43enne di origini siriane e fede islamica al sito www.chabad.org. «Nessuno può togliere una vita umana: è solo nelle mani di Dio». Per Ulman, le azioni di al-Ahmed annunciano che la questione «non riguarda solo gli ebrei, ma tutta l’umanità: siamo tutti figli di Dio e ciascuno di noi è stato fornito della capacità di scegliere il bene rispetto al male». Durante una serata di gala il banchiere e filantropo Bill Ackman, tra i principali donatori di una sottoscrizione destinata al-Ahmed e alla sua famiglia avviata all’indomani della strage, ha consegnato all’uomo un riconoscimento speciale. «Il suo è un grande atto di eroismo», ha affermato Ackman, aggiungendo che «è gratificante avere davanti a noi qualcuno che si è schierato a favore della nostra comunità nel modo più profondo e attraverso l’affermazione della vita».
Dopo l’iniziale chiusura all’ipotesi e alcuni strascichi polemici, è notizia di queste ore il via libera del governo australiano all’istituzione di una commissione indipendente che indaghi sui fatti di Bondi Beach. Plaude alla decisione l’Executive Council of Australian Jewry (Ecaj), che sollecitato la commissione e incontrato la resistenza del primo ministro Anthony Albanese. L’Ecaj chiede «un esame onesto delle politiche governative e della condotta di istituzioni e figure chiave nei principali settori della nostra società» rispetto all’esplosione di antisemitismo degli ultimi due anni. È intanto tornato in Israele il 30enne Geffen Bitton, ferito dai terroristi mentre era impegnato nel salvataggio di civili. Colpito tre volte, Bitton ha subito finora otto interventi chirurgici ed è stato a lungo in condizioni critiche. Come riporta la stampa israeliana, la sua condizione di salute resta difficile. Ma è comunque in miglioramento.
(Foto: www.chabad.org)