LIVORNO – Il coraggio dei “Giusti”, premiata la famiglia Cipolli

«Domandano i Maestri: perché mai nel mondo è stato creato un solo uomo? Per insegnarci che chi salva una vita è come se avesse salvato il mondo intero. Se il Signore ti ha dato questa possibilità e tu non la utilizzi è come se avessi distrutto un mondo».
Umberto Piperno, il rabbino maggiore di Livorno, ha celebrato con queste parole il coraggio dei “Giusti tra le Nazioni” che al tempo delle persecuzioni nazifasciste rifiutarono l’indifferenza e agirono a rischio della vita. E se il dovere del ricordo è scolpito nella coscienza di molte famiglie ebraiche italiane, nel pomeriggio di giovedì, nella sinagoga della città toscana, è successo qualcosa di commovente e sempre più raro per ragioni anagrafiche. Non un discendente di un “Giusto”, ma un diretto protagonista, ha ricevuto l’onorificenza dello Yad Vashem.
C’era un largo sorriso sul volto della 96enne Gina Cipolli, che insieme a genitori e nonni offrì soccorso nelle campagne pisane agli ebrei Belforte e Guastalla. Lo fece senza chiedere nulla in cambio e per questo il suo nome, insieme a quelli di Umberto e Bianca Cipolli, di Emilio e Amabilia Cipolli, è ora parte dell’elenco dei 700 “Giusti” italiani onorati dal Memoriale della Shoah di Gerusalemme. Cerimonia toccante ieri in sinagoga, con la partecipazione delle famiglie dei salvatori e salvati. E tra loro dell’editore Guido Guastalla, due anni all’epoca, che ha aperto la pratica in Israele. Anche il fratello gemello Giorgio fu tra quanti poterono beneficiare dell’altruismo e del coraggio dei Cipolli nei mesi della caccia all’ebreo.
Per Gianfranco Giachetti, il presidente della Comunità ebraica livornese, «questa cerimonia dà valore e significato a un momento di memoria e di riconoscenza». Ricordare chi non restò indifferente è «un supremo dovere morale», ha convenuto la portavoce dell’ambasciata israeliana Inbal Natan Gabay. Sono inoltre intervenuti l’assessore al Turismo del Comune di Livorno, Rocco Garufo, e l’eurodeputata e coordinatrice dell’evento Susanna Ceccardi, che da sindaca del Comune di Cascina (PI) organizzò alcuni anni fa il primo incontro tra Cipolli e Guastalla. «Fu un momento di straordinaria intensità rivedere, l’una di fronte all’altro, la ragazzina che aveva accolto in casa, insieme alla sua famiglia, la famiglia di Guido, mettendoli in salvo», ha affermato Ceccardi. «Oggi vivo con la stessa emozione questo riconoscimento».

a.s.