PAGINE EBRAICHE – È in arrivo il numero di gennaio
Tra ricorrenze, iniziative istituzionali e purtroppo molti usi strumentali, gennaio è il mese della Memoria dello sterminio. Una Memoria il cui senso autentico è forsea rischio? Se lo chiede Pagine Ebraiche di gennaio in distribuzione in questi giorni, con molti contenuti sul tema e in prima pagina un’immagine a suo modo iconica: la vandalizzazione di un murale dell’artista AleXsandro Palombo raffigurante Edith Bruck, una delle ultime testimoni della Shoah ancora in vita.
Memoria è cura anche delle parole, ricorda in una intervista Liliana Segre. «ll parlare di genocidio in modo così disinvolto non aiuta», dichiara la senatrice a vita a proposito della guerra in Medio Oriente e delle sue ripercussioni qui da noi. «Io il genocidio l’ho visto. Non era questo. I politici lo usano come arma di consenso». Il mensile presenta poi alcune iniziative legate alle prossime celebrazioni del 27 gennaio, dall’installazione di nuove pietre di inciampo a Roma a un documentario in ricordo di Nedo Fiano in fase di ultimazione. In alcuni articoli si riflette poi sull’odio che nasce dal linguaggio e sul senso, oggi, di un presidio come il Giorno della Memoria.
L’apertura di Pagine Ebraiche è sul futuro di Gaza e del Medio Oriente, oltre il fragile cessate il fuoco sancito a ottobre. L’attivista per la pace Moumen Al-Natour, più volte incarcerato da Hamas, ci spiega che la ricostruzione della Striscia non potrà realmente compiersi senza essersi prima liberati del cappio del terrorismo. Al centro di questo numero c’è anche la sfida del Dialogo interreligioso, affrontata dal rabbino Roberto Della Rocca in un intervento modellato sull’analisi esposta nei recenti Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli. Sullo stesso tema anche alcuni suggerimenti editoriali nella sezione Libri. In Italia ebraica si fa invece il punto sulle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio Ucei e dei vertici della Comunità ebraica di Milano. Nelle pagine dedicate alla Comunità un articolo è per il rabbino Alberto Moshe Somekh, che dopo 32 anni di servizio ha preso congedo dagli ebrei torinesi.
«Può una percentuale statistica, un frammento di DNA attribuito da un algoritmo, diventare l’inizio di un percorso verso l’ebraismo?» Rispondono alla domanda due Maestri, il romano Riccardo Di Segni e il triestino Alexander Meloni. Nella sezione Spettacoli sotto i riflettori c’è invece un documentario da poco in onda su Apple TV, Stiller & Meara: Nothing Is Lost, diretto e prodotto da Ben Stiller. Di cinema si parla anche in relazione all’attività del Jerusalem Jewish Film Festival per favorire uno «spazio vivo di dialogo» tra Israele e la Diaspora. Dopo due anni in Israele è intanto tornato il grande sport, partendo dal basket, come raccontiamo nell’area apposita. La protagonista di A Tavola è la chef e sommelier Daniela Di Veroli, mentre la riflessione rabbinica del mese, sulla Cantica del mare, è di Jacov Di Segni.