FIRENZE – Posate pietre inciampo per famiglia Graziani
La “colpa” di Raffaello Graziani, della moglie Benvenuta, dei loro tre figli Haim Vitale, Sara e Maria, era di essere ebrei. Per questo tra il 20 e il 21 maggio del 1944 sgherri fascisti entrarono nella loro abitazione in Via de’ Macci 59 a Firenze e li arrestarono, avviandoli poi alla deportazione ad Auschwitz-Birkenau. Per iniziativa della Comunità ebraica fiorentina (rappresentata all’evento dalla consigliera Paola Barbetti) cinque pietre d’inciampo posate dall’artista tedesco Gunter Demnig ricordano da ieri questa famiglia di origine turca, arrivata in città negli anni Trenta del secolo scorso. Dei cinque, solo Maria fece ritorno.
«I Graziani non si erano nascosti, erano rimasti a casa loro, facendo la vita di sempre, da tutti conosciuti nel popolare quartiere di Santa Croce, al tempo molto povero», ha spiegato la storica Marta Baiardi nel corso della cerimonia, alla quale è intervenuta tra gli altri la sindaca Sara Funaro, insieme a rappresentanti del Comune, della Regione e dell’Aned. Fatale per i Graziani, ha ricostruito Baiardi, fu «la loro parentela con qualcuno che invece l’Ufficio Affari Ebraici cerca attivamente, ossia il trentenne Aldo Tedeschi, figlio dello shammash (tuttofare) della sinagoga, la cui famiglia era già stata arrestata il 6 novembre del 1943 e sterminata ad Auschwitz».
Le pietre di inciampo sono arrivate a Firenze nel gennaio 2020. Per la sindaca Funaro, «ogni cerimonia di posa è un momento unico, di memoria e di responsabilità: ricordare significa imparare dal passato per costruire un futuro di pace, giusto, inclusivo e rispettoso».