UCRAINA – Kiev al buio dopo attacco russo, rav Azman: «Portiamo luce e un aiuto»
Kiev è tornata al buio dopo l’ultimo massiccio attacco russo alle sue infrastrutture energetiche. Missili e droni hanno colpito la rete elettrica, lasciando senza luce e riscaldamento ampie zone della capitale e dell’area circostante. In alcune periferie l’elettricità arriva a intermittenza, mentre le squadre tecniche lavorano in condizioni estreme, sotto la minaccia dei bombardamenti e con temperature ben sotto lo zero. «Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono famiglie, anziani e bambini, costretti a resistere al freddo nelle proprie case», ha denunciato Moshe Azman, rabbino capo d’Ucraina. «Dopo gli attacchi, migliaia di edifici sono rimasti senza luce e senza riscaldamento. Fa molto freddo e ci sono persone vulnerabili che non possono aspettare», ha spiegato. Per questo Azman ha annunciato l’invio a Kiev di alcuni furgoni adibiti a centri mobili di assistenza. «Con questi veicoli, i Mitzvotanks, portiamo elettricità, calore e un luogo sicuro dove potersi scaldare. È un aiuto limitato, ma per chi è al gelo può fare la differenza».
Il rabbino si è rivolto poi all’Occidente, ringraziando «per il vostro sostegno all’Ucraina. Vi prego, restate al fianco dell’Ucraina». Un impegno che Azman porta avanti dall’inizio dell’invasione russa, intrecciando assistenza umanitaria e denuncia delle azioni di Mosca. Il 30 dicembre scorso il rav ha raccontato l’uccisione di Yevgeny Bondar, 84 anni, membro della comunità ebraica di Kherson, rimasto gravemente ferito in un bombardamento russo. Colpito da schegge al fegato e a un braccio, poi amputato, Bondar è morto dopo giorni di cure. «Questa è la “denazificazione” che l’esercito russo porta avanti da quasi quattro anni», ha denunciato Azman, descrivendo Bondar come un sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale e alle persecuzioni naziste. «È sopravvissuto ai nazisti», ha concluso il rabbino, «ma non è sopravvissuto ai “liberatori” russi».
d.r.