ISRAELE – Prisma Negev, l’alleanza per lo sviluppo del sud del paese
David Ben-Gurion sognava di far fiorire il deserto del Negev, nel sud d’Israele. In quella arida regione, dichiarava uno dei padri dello stato ebraico, «saranno messi alla prova la creatività e lo spirito pionieristico di Israele». Una sfida fatta propria da Prisma Negev, la nuova iniziativa lanciata dall’Università Ben-Gurion. Il progetto mette insieme oltre 40 sindaci e leader delle autorità locali della regione meridionale d’Israele, accanto a rappresentanti dell’industria, della società civile, dei centri di innovazione, dell’esercito e del mondo accademico. «Il nostro compito è guidare collaborazioni che permettano innovazione sociale ed economica per creare soluzioni alle sfide del Negev. Questa è l’unicità dell’Università Ben-Gurion: oltre a promuovere scienza e accademia, abbiamo il compito, ereditato dal primo ministro di cui l’ateneo porta il nome, di lavorare per lo sviluppo della nostra regione», ha spiegato Daniel Chamovitz, presidente dell’Università.
«Il problema non è la mancanza di progetti, ma la loro dispersione. Prisma Negev nasce proprio per questo: coordinare, dare priorità, accompagnare nello sviluppo di interventi concreti», ha sottolineato l’economista Miki Malul, guida del progetto.
Il centro opererà in diversi ambiti – sviluppo economico, istruzione, occupazione, salute, resilienza comunitaria, tecnologia e turismo – affiancando alla ricerca strumenti operativi come progetti pilota, programmi di formazione e incubatori per iniziative a impatto sociale.
Tra gli interventi previsti: supporto ai comuni nell’uso dei dati per pianificare sanità e servizi sociali; collegamenti più stretti tra scuole, università e imprese locali per creare percorsi di formazione mirati; sostegno a piccole imprese e start-up; sperimentazione di modelli di risposta alle emergenze e di supporto comunitario; sviluppo di progetti turistici capaci di generare occupazione.
«Il Negev non ha mai avuto così tante opportunità, ma neppure così tante minacce. Stiamo lavorando per qualcosa che va oltre i singoli comuni: l’interesse dello stato di Israele», ha commentato il sindaco di Be’er Sheva, Ruvik Danilovich. Le minacce, ha aggiunto, sono molteplici: il divario crescente rispetto al centro del paese, la fragilità dei servizi sanitari e sociali nelle aree periferiche, la carenza di lavoro qualificato che spinge i giovani a migrare, le tensioni sociali tra comunità diverse e il rischio per la sicurezza legato a Gaza. «Realizzare il potenziale economico del Negev è un obiettivo centrale per il rafforzamento dell’economia e della società israeliana», ha concluso Malul.