ROMA – Da Loevinson a Finzi, nuovi inciampi di Memoria nelle vie della capitale
È iniziata da via di Porta Maggiore 38 la 17esima edizione delle pietre d’inciampo a Roma. Il percorso delle stolperstein capitoline, avviato dall’associazione Arteinmemoria di Adachiara Zevi con il sostegno tra gli altri di Ucei e Comunità ebraica di Roma e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, si è aperto nel nome dell’archivista e storico tedesco Ermanno Loevinson.
Nato a Berlino nel 1863, già direttore degli archivi di stato di Parma e Bologna, fu assassinato ad Auschwitz insieme alla moglie Wally Buetow e al loro figlio Sigismondo. Le pietre per i Loevinson sono state commissionate dall’Archivio di Stato, che organizzerà un incontro sulla figura dello studioso il prossimo 27 gennaio. Erano presenti il direttore generale Archivi del ministero della Cultura, Antonio Tarasco, il direttore dell’Archivio di Stato romano Riccardo Gandolfi, l’ambasciatore tedesco Thomas Bagger, la vicepresidente della Comunità ebraica romana Carola Funaro e la vicepresidente del Municipio I, Alessandra Sermoneta.
La successiva tappa, nel medesimo municipio, è stata nel quartiere ebraico in via Elio Toaff 4, nelle vicinanze del Tempio Maggiore. Qua sono state collocate quattro pietre in memoria di Sabatino Finzi, l’unico minorenne tra i rastrellati del 16 ottobre 1943 a fare ritorno, del padre Giuseppe, della madre Zaira e della sorella Amelia, deportati assieme a lui e tutti poi uccisi.

Ebrei e antifascisti, singole vite spezzate e interi gruppi familiari mandati a morte, le pietre d’inciampo abbracciano anche quest’anno una molteplicità di prospettive. Subito dopo la cerimonia per i Finzi, in via dell’Umiltà 79 sono state ricordate Lidia Ascoli e Mary Ottolenghi, madre e figlia, anche loro catturate nel “sabato nero” degli ebrei romani. La circostanza ha riunito loro familiari da tutto il mondo. I parenti di Ascoli e Ottolenghi sono intervenuti alla cerimonia con un albero genealogico che “racconta” il prima e il dopo.
Una delle pose della giornata di venerdì omaggerà invece Giovanni Frignani, l’ufficiale dei Carabinieri che arrestò Benito Mussolini dopo il voto del Gran Consiglio del fascismo del 25 luglio 1943. Nato a Ravenna nel 1897, Frignani prese parte alla Resistenza nel Fronte militare clandestino guidato dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo e fu poi trucidato, il 24 marzo 1944, nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
a.s.