UCEI – Iniziato Viaggio Memoria itinerante tra Italia e Polonia con ministero
Oltre cento studenti sono protagonisti in questi giorni del “Viaggio della Memoria 2026 della scuola italiana in ricordo delle vittime della Shoah“ organizzato dal ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Il viaggio è per la prima volta in “modalità itinerante”, con conclusione ad Auschwitz-Birkenau e Cracovia. Le prime tappe toccano invece luoghi ebraici e dedicati al ricordo in Italia fra Roma, Fossoli e Milano. «Quando ci rivedremo sarete cambiati. È un percorso che dà e fa acquisire moltissimo», ha dichiarato la presidente Ucei Noemi Di Segni nell’incontrare studenti e docenti al Centro Ebraico il Pitigliani della capitale, dove i partecipanti all’iniziativa si sono confrontati con il significato “vivo” dell’identità ebraica attraverso le testimonianze di alcuni studenti del liceo Renzo Levi e un intervento di Claudio Procaccia, direttore del dipartimento culturale della Comunità di Roma. Cosa è l’ebraismo? Cosa significa essere ebrei? Sei testimonianze, sei sfumature diverse, che hanno arricchito il bagaglio di conoscenze degli studenti attraverso un oggetto o un simbolo scelto come sintesi di significati: un puzzle «con tanti pezzi» per un giovane, la menorah «con la sua luce che orienta» per una ragazza; e poi ancora gli tzizit, le frange del mantello rituale, con il loro compito di «ricordare le regole e quindi chi sono»; un libro di salmi come segno del legame con «la dimensione spirituale» dell’ebraismo; i tefillin, i filatteri, che evocano «tradizione e famiglia»; lo Shabbat con la sua dimensione domestica perché «ebraismo è famiglia».
Dal Tempio Maggiore di Roma al Binario della Memoria della Stazione Tiburtina, dal campo di Fossoli al Memoriale della Shoah di Milano, le molte soste di queste ore sono accompagnate da laboratori e incontri. Lo stesso accadrà in Polonia, con attività formative declinate pure attraverso l’arte. Nel corso dell’evento al Pitigliani la presidente Ucei ha spiegato di avere molte aspettative su questo nuovo format volto «a rafforzare le conoscenze» e ad aiutare a comprendere «cosa è verità e cosa invece sono distorsione e propaganda». La responsabile dell’area Memoria, Shoah, Antisemitismo Ucei, Raffaella Di Castro, ha poi sottolineato come la Memoria non sia «solo un oggetto del passato nella vetrina di un museo, ma un’eredità dalle generazioni precedenti». E quindi, «un qualcosa che cambia nel tempo». Per il dirigente del ministero, Andrea Bollini, l’immersione nella cultura ebraica cifra del viaggio è «un primo passo verso la comprensione, l’immedesimazione e l’empatia: storie e tradizioni continuano a formare l’identità». In questo senso, ha proseguito il dirigente rivolgendosi ai giovani in sala, «nei prossimi giorni vivrete anche le contraddizioni e gli orrori della nostra società». In Polonia gli studenti saranno raggiunti dal ministro Giuseppe Valditara, che giovedì pomeriggio ha rivolto loro un saluto nella sede del ministero. In una nota il ministero spiega che l’esperienza di quest’anno, costruita come un laboratorio dinamico, «vuole sollecitare domande, letture critiche e responsabilità».
Adam Smulevich
(Nell’immagine: gli studenti in visita al Tempio Maggiore di Roma)