MEMORIA – Giuseppe Lewsztein, la prima Stolperstein di Palermo

Palermo ebraica ha finalmente la sua prima Pietra d’inciampo: si chiama Giuseppe Lewsztein. È stata collocata il 16 gennaio dal Comune in vicolo Sant’Uffizio, accanto a Palazzo Steri, ieri sede del Santo Uffizio, oggi dell’Università.

Giuseppe, polacco di origine e siciliano di adozione, dapprima studente in Medicina, poi laureato, poi ancora tirocinante all’Ospedale Civico, è stato assassinato perché ebreo, assieme ad altri diciannove, il 5 settembre 1944 nell’Eccidio dell’Aeroporto di Forlì. È, ufficialmente, vittima della Shoah / morto in eccidio.

Lewsztein iene arrestato una prima volta a Palermo il 14 giugno 1940 con altri tredici – è la prima retata siciliana – e internato ininterrottamente in campi di concentramento italiani. Dopo l’8 settembre 1943 è arrestato una seconda volta nelle Marche e portato con la forza a Forlì: il 5 settembre, un reparto di soldati tedeschi fuori dai cardini lo assassinerà con un colpo di pistola alla testa in quello che è ricordato come l’Eccidio dell’Aeroporto di Forlì.

La Prefettura Repubblicana farà sapere al Ministero dell’Interno che la polizia tedesca ha fucilato per rappresaglia le seguenti persone: seguono venti nomi con, al sesto posto, Giuseppe Lewsztein.

Finita la guerra, la riesumazione dei martiri è una pagina di storia allucinante e, di Lewsztein, gli addetti ai lavori ne troveranno due: significa che la morte, per Giuseppe, bussò due volte. Sarà sepolto con rito ebraico soltanto nel 1992: la funzione sarà celebrata da rav Luciano Caro che era anche il rabbino di Sicilia. Giustizia divina è fatta. 

Andiamo alla giustizia degli uomini: il processo ai responsabili del massacro è durato dal 1946 al 2003 ed è stato archiviato “per estinzione del reato per morte del reo”.

                                                                                                              Alessandro Hoffmann