CULTURA – Jacob Grobman nuovo direttore del Museo d’Israele

Sarà Jacob (Yasha) Grobman a guidare il Museo d’Israele in uno dei momenti più delicati della sua storia. Il consiglio di amministrazione ha confermato la sua nomina a nuovo direttore dell’istituzione museale di Gerusalemme, chiudendo una lunga fase di incertezza ai vertici. Grobman entrerà in carica a marzo, subentrando a Suzanne Landau dopo due anni e mezzo di gestione.
«Il Museo d’Israele è un’istituzione di importanza fondamentale», ha dichiarato. «Sono orgoglioso ed entusiasta di dirigerlo in un periodo così significativo».
Architetto e accademico, Grobman è professore ordinario alla Facoltà di Architettura e Urbanistica del Technion di Haifa, che ha guidato come preside tra il 2019 e il 2022. Nato nel 1967 a Mosca e arrivato in Israele da bambino, si è formato alla Bezalel Academy, all’Architectural Association di Londra e al Technion, completando poi un post-dottorato a Harvard. È fondatore dello studio Grobman Architects e ha curato mostre in musei e gallerie in Israele e all’estero.
Ex aviatore dell’aeronautica militare israeliana, Grobman ha assunto negli ultimi due anni posizioni pubbliche critiche nei confronti del governo, manifestando a Haifa contro la conduzione della guerra a Gaza. L’arte è parte della sua storia familiare: il padre, Michail Grobman, è stato tra i fondatori in Israele del Leviathan Group, collettivo d’avanguardia centrale nello sviluppo dell’arte concettuale nel paese. La madre, Aliza, è stata una nota critica d’arte; la sorella, Lati, una produttrice cinematografica affermata.
La direttrice uscente Suzanne Landau, che rimarrà nel consiglio di amministrazione del museo, ha rivendicato i risultati ottenuti. «Sono stati due anni impegnativi e inusuali», ha detto, riferendosi al contesto della guerra a Gaza.
La nomina di Grobman arriva dopo un lungo periodo di instabilità legato a deficit di bilancio, riduzione degli orari di apertura, calo dei visitatori e un ridimensionamento delle attività internazionali. A questo si aggiungono anche i boicottaggi internazionali, che hanno inciso sulla programmazione e sulle collaborazioni, con la scelta di alcuni artisti di non esporre a Gerusalemme. Per il nuovo direttore, sottolineano i media israeliani, la sfida non sarà solo culturale, ma strategica: riportare stabilità a un’istituzione simbolo del paese, ricostruirne la credibilità internazionale e restituirle una direzione chiara in una fase di profonda fragilità.