MEDIO ORIENTE – Board of Peace, tra aperture all’Anp e defezioni

All’indomani della costituzione ufficiale del Board of Peace, continuano le notizie di possibili nuovi ingressi, alternate a defezioni, nel Consiglio voluto dal presidente Usa Donald Trump per gestire il futuro di Gaza.
Secondo i media israeliani, sono in corso contatti tra Stati Uniti e l’entourage del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas per valutare un coinvolgimento dell’Anp nel Consiglio di pace, ipotesi sostenuta da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Netta invece la contrarietà del governo israeliano, che frena su qualsiasi ruolo formale della leadership di Ramallah nel nuovo assetto post-bellico di Gaza, riferisce l’emittente Kan.
Mentre si discute di possibili nuovi ingressi, arrivano alcune defezioni. Nelle ultime ore Trump ha ritirato l’invito al Canada, con una comunicazione al primo ministro Mark Carney, dopo che quest’ultimo aveva annunciato di non voler investire un miliardo di dollari per entrare nel Consiglio. Anche la Spagna, per bocca del premier Pedro Sánchez, ha chiuso la porta all’invito della Casa Bianca: «Apprezziamo l’invito, ma lo decliniamo», ha affermato Sánchez.
La mossa di Madrid conferma la freddezza dell’Europa occidentale verso il Consiglio di Pace. A Davos, al momento del lancio, erano assenti quasi tutti i paesi europei, con le sole eccezioni di Ungheria e Bulgaria. Gli Stati Uniti rivendicano però il sostegno di Israele e di diversi attori mediorientali. Per Washington, sottolinea Ynet, il Board rappresenta «l’unico strumento in grado di passare rapidamente dalle dichiarazioni ai fatti».