SHIRIM – Nelle mie vite passate (Rachel Bluwstein)
Nelle mie vite passate
Son forse stata un animale selvatico
in giorni lontani, in una delle mie vite passate?
Perciò mi sento sorella, vicina alle cose viventi,
mentre temo l’Uomo tiranno?
Inerme, le lisce piume grigie,
si agita forse in me l’anima di un uccello?
Il canto infelice, l’amore per la libertà
da essa, sì mi vengono entrambi.
Oppure nella mia più remota esistenza
son forse stata uno stelo verdeggiante?
Perciò mi aggrappo alla mia madre terra
e in lei riposo, nel suo grembo bruno.
Per Shirim di oggi splendidi versi di Rachel Bluwstein (1890-1931) nella traduzione in italiano a cura di Sara Ferrari.
Accade talvolta che il sentire antico del mondo si mescoli allo scorrere umano del sangue. Acque, boschi, creature s’insinuano profonde nel battito, nel quieto e ansioso domandare.
Ci fu un tempo nel turbinare infinito in cui fummo altro da ciò che siamo?
Acque amorfe, oscuri boschi, creature agonizzanti nel buio. Ne sentiamo l’ansietà e il segreto, l’oscuro rovello affamato. La fame impietosa ci conosce, ci scruta.
Ma azzurre si slanciano a volte le ali, i cieli setacciando d’inconfessati sogni.
All’erba si stringono i piccoli piedi di terra.
Shirim è a cura di Mariateresa Amabile, poetessa e docente di Diritti Antichi all’Università di Salerno