CASALE – Una partita a dadi per la Memoria
La memoria può diventare un gioco: perché in fondo anche la storia di ognuno di noi sembra legata a un tiro di dadi, a un destino che ribalta tutto e ci pone di fronte a un bivio cruciale per la nostra esistenza. È il tema con cui la Comunità ebraica di Casale Monferrato ha scelto di aprire le proprie celebrazioni per una Giorno della Memoria incentrato sulle iniziative assieme alle scuole del territorio. A cominciare dalla mostra in Sala Carmi dal titolo “Raccogliere Memoria”, che rende visibile i progetti multimediali e interattivi sul portale raccoglierememoria.casalebraica.org. È un luogo digitale dove raccogliere e tramandare la storia della Shoah nel Monferrato, ma anche uno stimolo di produzione per nuovi strumenti e opere didattiche attraverso cui ricordare. Subito dopo si è passati davvero a giocare, con i ragazzi della V della scuola Primaria di Occimiano che, insieme alle maestre Valeria Turino e Sara Faroni, hanno preso in mano i dadi e cominciato “il bivio”. Ogni partita ci mette di fronte a scelte diverse, raccontandoci tante storie possibili che partono dall’Italia delle leggi razziste. Ma la prima scelta non la fa il giocatore: è il primo tiro di dado a determinare su che campo si giocherà. Si nasce ebrei e si è obbligati a giocare una partita su un tabellone il cui fine di ogni decisione è salvarsi, oppure si nasce non ebrei e allora cambia il tabellone di gioco. E allora la scelta è tra aiutare o non aiutare chi ha bisogno.
«Questa è una Comunità che vuole sempre creare, ma soprattutto se c’è una gioia nel Giorno della Memoria è di vedere i ragazzi, i bambini, le scuole. E di vedere come voi siate parte della nostra Comunità e costruite un futuro migliore, anche grazie a giochi come questi», ha affermato Claudia De Benedetti, presidente della Fondazione Casalebraica ETS alla quale fa capo l’iniziativa. «Il gioco è parte della vostra vita e credo che sia un ottimo modo per dare un contributo al futuro», ha aggiunto De Benedetti. «Il Giorno della Memoria è stato istituito dallo Stato e non è soltanto per il mondo ebraico. Si fonda sull’articolo terzo della Costituzione, vale a dire sul principio di uguaglianza», ha dichiarato la presidente della Comunità ebraica Daria Carmi. «Quando sono stati aperti i cancelli del campo di Auschwitz il mondo si dovuto confrontare con un grande male: l’uccisione di tutti i diversi, ebrei, oppositori politici, sinti, omosessuali. Da lì è nata una Costituzione che tutela qualsiasi individuo».
Il pomeriggio si è aperto con tanto pubblico per la proiezione de “La memoria delle donne – Storie e voci femminili dalla Comunità Ebraica di Casale Monferrato”, documentario realizzato da Max Biglia, Luca Percivalle e dalle alunne della classe V della Scuola Primaria di San Giorgio. Il documentario è una lunga intervista a sette donne che gravitano attorno alla Comunità: Stella Bolaffi Benuzzi, Daria e Diletta Carmi, Claudia De Benedetti, Elena Ghiron, Helen Marienne Ernestine Ghiron, Adriana Ottolenghi, con gli interventi di Nicoletta Fasano dell’Istituto per la Resistenza di Asti. La giornata si è conclusa al Memoriale della Shoah, collocato all’ingresso del complesso ebraico, con la lettura dei 63 nomi di cittadini di Casale e Moncalvo deportati nei campi di sterminio. Riprendendo le tematiche del filmato anche il sindaco di Casale, Emanuele Capra, ha insistito sul senso di famiglia che si percepisce in ogni celebrazione in vicolo Olper: «C’è un affetto nei confronti di questa Comunità, che riscatta parte delle nefandezze compiute anni fa, dimostrando che la nostra città è cresciuta e ha saputo stringersi intorno alle sue differenze, diventando in parte multietnica, ma comunque identitaria di un territorio, a prescindere dall’appartenenza o credo religioso». (
Alberto Angelino