ISRAELE – Ran Gvili torna a casa, le Idf: «Non ci sono più ostaggi a Gaza»
Dopo 843 giorni di attesa, la salma di Ran Gvili è tornata in Israele. «È ufficiale, non ci sono più ostaggi prigionieri a Gaza», hanno reso noto le Forze di Difesa Israeliane, annunciando il ritrovamento e l’identificazione di Gvili, agente dell’unità speciale Yasam della Polizia israeliana, assassinato il 7 ottobre 2023 dai terroristi di Hamas e rapito nella Striscia di Gaza.
«Rani è entrato per primo ed è tornato per ultimo. Un eroe di Israele che ora torna a casa», ha commentato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio delle Idf. Con il rientro della salma di Gvili, ha sottolineato l’esercito, si chiude formalmente il dossier degli ostaggi israeliani prigionieri a Gaza, una condizione che non si verificava dal 2014 e che per mesi ha inciso sulle operazioni militari e sul quadro negoziale regionale. «Abbiamo mantenuto la promessa di non lasciare indietro nessuno», ha dichiarato il capo di stato maggiore Eyal Zamir.
L’identificazione è avvenuta al termine dell’operazione “Cuore Coraggioso”, avviata sulla base di indicazioni di intelligence e culminata nel recupero del corpo in un cimitero di Gaza City, in un’area lungo la cosiddetta “linea gialla”, sotto controllo israeliano. Nel fine settimana le Idf hanno avviato la riesumazione di centinaia di corpi in un cimitero nella parte orientale della città, esaminandone circa 250 alla ricerca di una possibile corrispondenza con Gvili. La svolta è arrivata quando gli esperti hanno riscontrato una corrispondenza dell’impronta dentale; l’identità è stata poi confermata tramite impronte digitali e ulteriori esami presso l’Istituto di medicina legale di Abu Kabir. L’esercito ha comunicato la ricollocazione delle altre salme riesumate nelle rispettive tombe e «ripulirà il cimitero, per rispetto verso i defunti».
Ran aveva 24 anni e prestava servizio come combattente del corpo speciale della polizia Yasam, nel Distretto Sud. La mattina del 7 ottobre 2023, pur ferito e con una spalla rotta a seguito di un incidente in moto – era in attesa di un intervento chirurgico – ha indossato l’uniforme ed è uscito di casa per unirsi ai compagni impegnati nei combattimenti nel sud di Israele. All’ingresso del kibbutz Alumim ha affrontato i terroristi di Hamas. «Il suo intervento ha salvato decine di persone», hanno raccontato i colleghi. Dopo uno scontro prolungato, Gvili è caduto in battaglia e il suo corpo è stato rapito e portato nella Striscia.
Per mesi i genitori Talik e Itzik, il fratello Omri e la sorella Shira hanno lottato per ottenerne la restituzione, chiedendo al governo di Gerusalemme di vincolare il passaggio alla fase due del cessate il fuoco con Hamas e l’apertura del valico di Rafah al rientro della salma. Ora il ritorno a casa del 24enne israeliano apre a nuovi scenari per Gaza e per l’accordo mediato dagli Stati Uniti tra Israele e Hamas.
«Con il ritorno di Ran si chiude l’elenco degli ostaggi, ma non si chiude il dolore. La restituzione della sua salma è un atto di giustizia minima verso la sua famiglia e verso un Paese che per oltre due anni ha atteso che anche l’ultimo dei suoi figli tornasse a casa», ha commentato il Forum delle Famiglie degli Ostaggi. (modificato)