MEMORIA – Abodi: «C’è ancora molto da imparare su rispetto della vita»

Si è svolta nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri la conferenza stampa di presentazione delle iniziative legate al Giorno della Memoria, appuntamento centrale per il ricordo della Shoah e per il rafforzamento dell’impegno istituzionale contro l’antisemitismo.
All’incontro hanno partecipato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi di ritorno dal Viaggio della Memoria ad Auschwitz assieme ai vertici della Comunità ebraica e degli atleti paralimpici, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e il generale Pasquale Angelosanto, Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, figura di riferimento delle politiche governative in materia. Parla di necessità di alfabetizzazione il ministro Abodi riferendosi ai fatti di cronaca quotidiana. «Credo che per la Presidenza del Consiglio e tutte le istituzioni, questa giornata che si celebrerà domani confermerà un impegno che non può che essere costante, profondo, sinergico, coordinato e soprattutto quotidiano. Noi abbiamo dato all’antisemitismo un significato ancora più strutturato perché avvertiamo l’esigenza di dare un senso e un valore alle sofferenze dell’altro secolo, di milioni di persone che evidentemente ancora non hanno insegnato definitivamente il rispetto nei confronti della vita e di ciò che è successo», ha proseguito il ministro.

Nel corso della conferenza è stato ribadito il valore del Giorno della Memoria come momento di riflessione collettiva e di responsabilità condivisa. «Dopo il 7 ottobre abbiamo capito quanto sia importante il lavoro sulla Memoria e come celebrare questo giorno sia diventato ancora di più una sfida», ha sottolineato la presidente Di Segni dando notizia del ritorno in terra di Israele del corpo dell’ultimo ostaggio tenuto prigioniero a Gaza. «Provo sollievo per l’ultimo ostaggio tornato, ma resta il macigno per il lavoro da portare avanti per recuperare quello che è avvenuto nelle nostre comunità e nelle città. La sfida è come costruire l’identità tra i giovani: il Giorno della Memoria è importante per capire quali furono le responsabilità italiane e chi si diede da fare per collaborare. Il percorso proposto è sulla scrittura, le fonti di studio, le testimonianze elaborate», ha continuato Di Segni. Sono sette le proposte nel ddl in questo momento in discussione e da domani in Senato, alle quali si aggiunge il lavoro fatto con il coordinatore Angelosanto: «la sfida è di dare una risposta all’antisemitismo di oggi e a quegli elementi che riguardano anche la Shoah», ha concluso.

Gli interventi hanno richiamato l’importanza della trasmissione della memoria alle nuove generazioni, il ruolo delle istituzioni nel contrasto all’odio e alla discriminazione e la necessità di un’azione coordinata tra Stato, comunità e società civile. Il generale Angelosanto ha sottolineato l’impegno del Governo attraverso i cinque punti della strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo e i numerosi progetti presenti nell’agenda di lavoro.

l.e.