PALERMO – La città ricorda Otto Rosenberg
Otto Rosenberg, nato a Colonia il 18 settembre 1868, era un antiquario ebreo che viveva a Palermo in via Beati Paoli lungo la strada principale del mercato del Capo. Lì, a Palazzo Tortorici, aveva anche la bottega. La Città lo ha ricordato con una Pietra d’inciampo che il Comune ha collocato il 26 gennaio.
Rosenberg è in Italia dal 1922, e il Ministero dell’Interno ne dispone l’internamento a decorrere dal 2 luglio 1940. Nel giro di tre anni, è rinchiuso ininterrottamente a Villa Santa Maria, Ferramonti di Tarsia, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Bucchianico, L’Aquila: negli Abruzzi, alla fine del 1943, dopo un tira e molla tra italiani e tedeschi – nessuno dei quali sapeva cosa farsene – viene arrestato e portato in camion con altri trenta, tutti ormai allo stremo, al campo provinciale di Bagno a Ripoli. La penultima tappa, dalla Toscana, sarà il “luogo di raccolta” di Milano-San Vittore: qui, al binario 21 della Stazione Centrale, si trovava in allestimento una tradotta diretta ad Auschwitz bei Katowice con partenza 30 gennaio 1944. È lo stesso convoglio di Liliana Segre. Arriva il 6 febbraio e, vecchio e malandato, scende sulla Judenramp a fatica. Sarà scritto che, quello stesso giorno, “non è sopravvissuto alla Shoah”.
Alessandro Hoffmann