VENEZIA – La lunga notte del ’43 e le nostre responsabilità oggi
A Venezia, in occasione del Giorno della Memoria, il teatro La Fenice non era purtroppo granché gremito, eccetto la platea, malgrado fosse aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza e oltre. Interessanti e accorate le parole del sovrintendente Nicola Colabianchi, del sindaco Luigi Brugnaro, del presidente della Comunità ebraica Dario Calimani. Molto intenso e di forte richiamo alla Memoria e alla coscienza di tutti l’emozionante spettacolo di Enrico Fink, regia, voce e flauto, accompagnato da cinque musicisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo (Baldini, Dragoni, Ferri, Micheli, Tahiraj). Lo spettacolo offerto si intitola “Le tre notti del ’43” ed è il frutto di pensieri, musiche, spezzoni di film nella personale rielaborazione di Fink di tre memorie: i racconti del padre Guido, le Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani, la narrazione in bianco e nero e molti grigi del regista Florestano Vancini.
Il suo famoso film di denuncia-inchiesta del 1960, La lunga notte del ’43, riguardava l’eccidio di undici persone, il 15 novembre, davanti al Castello Estense di Ferrara, in risposta all’uccisione di Igino Ghisellini, da poco nominato federale del partito fascista della Repubblica Sociale in città; l’occhio è puntato sul “clima” di Ferrara e sul ritorno nel preciso luogo del delitto, al quale poi seguirono la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento prima d’Italia e poi d’Europa.
Al termine dello spettacolo Fink ha ricordato che l’Italia ha avuto molta difficoltà a guardare dritto e fisso negli occhi i carnefici e ha richiamato in qualche modo oggi tutti gli “spettatori” e tutti i “corpi” della nostra attuale società a riflettere maggiormente sulle responsabilità di ciascuno, giacché allora, per amore di “rappacificazione”, non fu fatta un’analisi sufficiente della “violenza” e delle “complicità” (sono due parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la mattina del 27 gennaio). Così a Venezia come altrove sono ritornate le malfamate scritte antisemite sui muri, gli insulti beceri, i boicottaggi e le discriminazioni in alcuni luoghi e istituzioni pubbliche.
Bianca Bassi Disegni