MEMORIA – Storia di Elena, un libro per una bambina rimasta sola

La torinese Elena Colombo è l’unica bambina ebrea italiana ad avere affrontato l’arresto, la detenzione e la deportazione da sola. Nata a Torino il 5 giugno 1933, uccisa ad Auschwitz al suo arrivo il 10 aprile 1944, è l’Elena di cui scrive il giornalista Fabrizio Rondolino nel suo ultimo libro, pubblicato da Giuntina. È una storia di famiglia, una storia di piccoli dettagli dai quali muovere (una foto, una cartolina) ma anche di grandi punti interrogativi. Perché se Elena fu arrestata una prima volta nel Canavese insieme ai genitori Wanda Debora e al padre Alessandro, resta ancora «un autentico mistero» e «un caso pressoché unico» il fatto che sia stata rilasciata e affidata per mesi a un’altra famiglia, «seppur sotto stretto controllo tedesco».


Per Rondolino mettersi nei panni di Elena, provare a ricostruirne la vita, tentare di immaginare la sua lettura dei sempre più tragici eventi intorno a lei, è un impegno che procede da anni con vari momenti di restituzione pubblica e “vivificazione” dei nomi: l’intitolazione di una scuola e di un’area giochi nel Canavese alla memoria di Elena, la posa di tre pietre d’inciampo a Torino in ricordo dell’intero nucleo familiare. Anche durante la cerimonia per il Giorno della Memoria al Quirinale si è parlato di Elena. È stato quando l’attore Stefano Santospago ha letto la sua ultima lettera, scritta da Fossoli poche ore prima di essere mandata ad Auschwitz. La destinataria è l’amica Bianca, alla quale racconta: «Devo darti una notizia meravigliosa! Oggi mi hanno annunciato che finalmente potrò raggiungere i miei genitori! Andrò anch’io nel campo tedesco dove lavorano e così li potrò rivedere e stare con loro. Non c’è bisogno che tu mandi pacchi, non preoccuparti più per me. Sono tanto felice! Parto domani per la Germania». Naturalmente non rivedrà mai i suoi genitori: la madre era già stata uccisa, il padre lo sarà pochi mesi dopo, lei non sopravviverà alla selezione. «L’ultimo diritto delle vittime è essere ricordate», scrive Rondolino. Alessandro, il papà di Elena, era il fratello di sua nonna. Elena era quindi la cugina prima del padre. Nel presentare il suo libro alla Biblioteca delle Oblate a Firenze per il Giorno della Memoria, all’interno della rassegna “Leggere per non dimenticare”, il giornalista ha esordito spiegando che «il libro è anche un racconto di vita: in generale quando ricordiamo la distruzione degli ebrei dobbiamo sempre ricordare che gli ebrei erano vivi prima di essere distrutti e che continuano a essere vivi e fanno in modo di continuare a esserlo».

a.s.