ISRAELE – Witkoff in arrivo: Gaza e Iran al centro dei colloqui

Quando l’inviato Usa Steve Witkoff atterrerà in Israele, il valico di Rafah sarà già aperto da 24 ore, segnando un passaggio importante nella fase due del piano di pace di Trump per Gaza. Il valico tra l’enclave palestinese e l’Egitto è stato riaperto in mattinata all’ingresso e all’uscita sotto supervisione europea, dopo l’arrivo sul posto della missione europea Eubam.
Secondo i media egiziani, nei primi giorni il transito sarà consentito a circa 50 persone al giorno in entrambe le direzioni, mentre il piano concordato prevede, a regime, l’uscita di 150 residenti da Gaza verso l’Egitto e il rientro di 50. L’Unione europea ha definito la riapertura di Rafah «un passo concreto e positivo» nel quadro del piano di tregua, sottolineando che la ricostruzione dell’enclave resta legata alla smilitarizzazione di Hamas.
È in questo contesto che Witkoff avvierà i colloqui con i vertici politici e di sicurezza israeliani. Per Washington, la riapertura controllata dei valichi è funzionale a una stabilizzazione graduale di Gaza. Per Israele, resta un passaggio da gestire con estrema cautela. Secondo ynet, «la questione non è l’apertura di Rafah, ma ciò che Hamas può ottenere grazie ad essa», con il timore che il gruppo terroristico sfrutti le aperture per rafforzare la propria posizione sul piano interno e regionale.
Accanto al dossier Gaza, la visita dell’inviato americano si concentrerà sull’Iran. A Gerusalemme cresce la preoccupazione per un possibile ritorno a un negoziato circoscritto al solo programma nucleare, senza impegni vincolanti sullo sviluppo dei missili balistici, in particolare quelli a lungo raggio, e sul sostegno militare iraniano ai gruppi armati in Libano, Siria, Iraq e Yemen. Per ynet, Israele chiede che eventuali intese includano severi limiti alla produzione, alla sperimentazione e al raggio dell’arsenale missilistico, oltre a un meccanismo di verifica più stringente rispetto agli accordi del passato. «Dal punto di vista israeliano, un accordo parziale sarebbe insufficiente», conclude ynet, osservando che Teheran ha dimostrato negli ultimi anni di saper compensare i vincoli sul nucleare rafforzando altre componenti della propria capacità militare.

(Nell’immagine, l’incontro a Gerusalemme nel maggio 2025 tra Witkoff e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu)