MEMORIA – A Marsala un confronto su persecuzione e Resistenza

Marsala, già sede di un antico insediamento ebraico sino alla cacciata degli ebrei nei primi decenni del 1500, ha ospitato un’iniziativa dedicata al dovere della Memoria, intrecciando la storia della persecuzione antiebraica con quella della Resistenza e del sacrificio di chi si oppose al nazifascismo.
Presso la sede Auser si è svolto l’incontro “Dalle Leggi Razziali alle Fosse Ardeatine: storie di Resistenza e Memoria”, promosso dal circolo del Partito Democratico di Marsala e dalla sezione locale dell’Anpi in occasione del Giorno della Memoria. Un appuntamento non scontato, anche per le realtà politico-culturali che lo hanno promosso e organizzato.
I lavori sono stati aperti da Linda Licari, segretaria del circolo Pd di Marsala e Giuseppina Passalacqua, vicepresidente dell’Anpi marsalese, che hanno sottolineato come la memoria non possa ridursi a una ritualità commemorativa, ma debba tradursi in impegno civico permanente, capace di orientare le scelte del presente.
Moderato da Daniele Ienna, l’incontro ha previsto interventi in collegamento da remoto. Giulio Disegni, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (nell’immagine), ha ricostruito il significato e le conseguenze delle leggi razziali del 1938, evidenziando come l’antisemitismo di Stato abbia progressivamente disumanizzato gli ebrei italiani, preparando il terreno alle deportazioni e allo sterminio.
All’analisi storica è seguita la commovente testimonianza di Ermelindo Lungaro, nipote dell’omonimo poliziotto e partigiano ucciso nell’eccidio delle Fosse Ardeatine nel 1944 dopo la detenzione e le torture subite in via Tasso. Il suo racconto ha restituito il volto umano del sacrificio di tanti cittadini italiani che, a costo della vita, scelsero di opporsi alla violenza nazifascista.
Dal dramma della persecuzione razziale antiebraica al sangue versato alle Fosse Ardeatine, l’iniziativa ha tracciato un filo rosso che lega le diverse vittime del regime e dell’occupazione, riaffermando l’unità della Memoria come argine contro l’indifferenza, il revisionismo e ogni nuova forma di odio. Un confronto importante, che ha contribuito a far conoscere ai cittadini presenti una pagina fondamentale della storia italiana ed europea, ricordando che solo lo studio, la testimonianza e la narrazione dei fatti possono rendere la Memoria un patrimonio condiviso e vivo.