MEMORIA – Didattica della Shoah e ambienti digitali, il workshop fiorentino

Un workshop su potenzialità e insidie dell’intelligenza artificiale nella trasmissione di un ricordo consapevole inaugurerà le attività in presenza della settima edizione del corso di perfezionamento in didattica della Shoah curato per l’Università di Firenze dalla professoressa Silvia Guetta, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale della Toscana e lo Yad Vashem, il Memoriale della Shoah di Gerusalemme.
L’incontro è in programma domenica mattina nei locali della Comunità ebraica fiorentina e valorizzerà alcune buone pratiche in atto. Tra gli altri lo storico Marco Caviglia della Fondazione Museo della Shoah di Roma presenterà la “mappa interattiva della Shoah in Italia” e le sue possibilità di utilizzo nelle scuole, mentre Guetta parlerà della piattaforma IWitness sviluppata dalla Fondazione Zachor di Budapest in collaborazione con l’archivio della USC Shoah Foundation di Steven Spielberg.
Si affronterà però anche il “pericolo” rappresentato da un uso distorto degli strumenti digitali, con relativa propagazione di fake news e hate speech.
«Si sono registrati più di trenta docenti da tutta Italia. C’è chi verrà apposta dalla Sardegna», spiega Guetta. «Il corso è prevalentemente online, ma gli incontri in presenza sono un tassello fondamentale del percorso. Soprattutto in un momento così complicato c’è bisogno di incontrarsi e stare insieme». Tra i corsisti ci sono alcuni vincitori regionali e nazionali del concorso “I giovani ricordano la Shoah” e docenti che organizzano loro stessi percorsi di formazione.
Il corso è arrivato alla settima edizione. Il bilancio di Guetta «è molto positivo, anche alla luce delle collaborazioni avviate: lo Yad Vashem prepara una formazione specifica per noi, per l’alta qualità dell’offerta; e con la Fondazione Museo della Shoah lavoreremo per implementare la piattaforma e i nuovi strumenti didattici».
La speranza per quest’anno è anche quella di organizzare un nuovo seminario residenziale a Gerusalemme «grazie all’accordo firmato nel 2018 e rinnovato nel 2023 tra l’Università di Firenze, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e lo stesso Yad Vashem: abbiamo già fatto questa esperienza nel 2022».
Partecipò ai lavori anche Miriam Romanin, la mamma di Guetta, scomparsa pochi mesi dopo. Testimone delle atrocità del nazifascismo, detenuta bambina nel carcere milanese di San Vittore, parlò del passato ma anche della sua vita tra Italia e Israele. Il corso è stato dedicato alla sua memoria.