CANADA – Il Toronto Pride scarica il Bds
L’assemblea di Pride Toronto ha respinto con 77 no, 24 sì e un’astensione la proposta di allinearsi al movimento Bds (Boycott, Divestment and Sanctions), segnando un pronunciamento netto nel dibattito che intreccia diritti LGBTQ+ e contestazioni alle politiche dello Stato di Israele. La mozione chiedeva all’organizzazione di rifiutare sponsor “implicati” in pratiche ritenute contrarie agli obiettivi del BDS. Il movimento cioè per il boicottaggio, il disinvestimento e l’adozione di sanzioni contro Israele che sostiene, fra l’altro, il “diritto al ritorno” dei profughi palestinesi e dei loro discendenti nell’Israele storico. All’assemblea di Pride Toronto, riporta The Canadian Jewish News, la mozione è stata presentata da Javier Dávila, che quando lavorava per il Toronto District School Board era stato oggetto di varie indagini (inclusa una relativa alla distribuzione di materiali didattici anti-Israele contenenti link al sito del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, un gruppo in Canada designato come terroristico, e risorse su Leila Khaled, coinvolta in dirottamenti aerei). Pride Toronto, uno dei più grandi eventi LGBTQ+ del Nord America, ha affrontato negli ultimi anni crescenti difficoltà nel mantenere e attrarre sostegno: alcuni importanti sponsor hanno ritirato il proprio supporto in conseguenza sia di pressioni politiche esterne che di un clima più polarizzato intorno alle iniziative di diversità e inclusione. La decisione di Toronto Pride contrasta con un episodio emblematico di oltre quindici anni fa: nel giugno 2010, al Pride di Madrid, gli organizzatori rifiutarono la partecipazione di una delegazione israeliana in seguito alle tensioni legate a un convoglio di navi con aiuti umanitari che era stato abbordato dalle forze israeliane. La scelta degli organizzatori fu motivata da alcune componenti della federazione promotrice della parata in termini di solidarietà con le vittime della flottiglia e di condanna delle decisioni politiche israeliane percepite come inaccettabili. Allora la delegazione di Israele, inizialmente invitata, fu esclusa suscitando le reazioni di molti che evidenziarono come una simile esclusione intrecciasse in modo problematico istanze internazionali con un evento dedicato ai diritti civili e alle celebrazioni di comunità. La decisione madrilena era stata interpretata come l’emergere di una tendenza per cui i grandi Pride avrebbero potuto diventare sedi per contestazioni e boicottaggi legati a questioni esterne al focus sui diritti di genere e orientamento sessuale.