MILANO – Antisemitismo, Meghnagi: «Legge può aprire una nuova pagina»
«Serve una norma chiara contro l’antisemitismo. Non è il momento dei distinguo, ma del sostegno trasversale. Credo che il disegno di legge possa arrivare all’approvazione entro l’inizio di marzo. Potrebbe essere una nuova pagina per l’ebraismo italiano». Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, ribadisce la sua posizione in vista dell’incontro “Insieme contro l’antisemitismo. Perché serve una legge per contrastarlo”, in programma oggi alle 17.00 a Palazzo Pirelli, a Milano, e promosso dal partito di centrodestra Noi Moderati, con la partecipazione di esponenti di diverse forze politiche.
L’appuntamento riunisce rappresentanti istituzionali e parlamentari di maggioranza e opposizione. Sono previsti i saluti del presidente del Senato Ignazio La Russa, mentre l’apertura dei lavori è affidata alla senatrice Mariastella Gelmini, cui seguirà l’intervento sull’antisemitismo contemporaneo del semiologo Ugo Volli, docente dell’Università di Torino. Presente anche il senatore Pd Graziano Delrio. In Senato sono attualmente in discussione diversi disegni di legge sull’antisemitismo, tra cui uno a firma dello stesso Delrio.
«Su questo tema ho lavorato molto negli ultimi mesi, confrontandomi con diversi interlocutori politici», spiega Meghnagi. «L’approvazione della legge sarebbe un passaggio storico: finalmente si tradurrebbe in uno strumento concreto una battaglia culturale e civile che dura da anni».
Secondo Meghnagi, la legge «potrebbe rappresentare un segnale importante per tutta l’Europa. Il fatto che attorno a questa iniziativa si stiano muovendo sia il governo sia una parte dell’opposizione dimostra che il contrasto all’antisemitismo può e deve essere un terreno comune».
Il presidente della Comunità ebraica milanese ricorda però le difficoltà emerse durante il confronto parlamentare. «Fino all’ultimo abbiamo visto resistenze da parte di una parte della sinistra, che ha insistito sulla necessità di ricondurre tutto al tema generale del razzismo. Ma il razzismo è un fenomeno ampio, gravissimo e da contrastare, non assimilabile all’antisemitismo». L’odio contro gli ebrei, prosegue, «ha caratteristiche proprie che richiedono strumenti specifici».
Le Olimpiadi e l’atmosfera a Milano
Sul piano locale, Meghnagi descrive un clima cittadino complesso, anche alla luce delle tensioni legate alle Olimpiadi Milano-Cortina. «Le manifestazioni di contestazione ormai fanno parte dello scenario con cui bisogna convivere. Ciò che suscita maggiore preoccupazione sono le reazioni ostili nei confronti delle forze dell’ordine».
All’interno della comunità ebraica, chiarisce, non si registra un aumento della percezione del rischio rispetto al passato. «La situazione è stabile. Con il nuovo Consiglio stiamo lavorando con grande attenzione sul tema della sicurezza, cercando di capire dove sia possibile migliorare». Meghnagi parla anche del rapporto con le istituzioni cittadine: «Con il Comune di Milano esiste un dialogo aperto, anche se negli ultimi mesi non ci sono stati incontri diretti».
Il presidente ricorda poi le polemiche suscitate dalle dichiarazioni del consigliere Pd del Municipio 7 Alessandro Corti, che aveva invocato l’esclusione degli israeliani dai Giochi. «Abbiamo condannato immediatamente quelle parole. Dal sindaco Giuseppe Sala sono arrivate rassicurazioni sul fatto che si tratta di una posizione che non rappresenta l’amministrazione».
Guardando al contesto più ampio, Meghnagi esprime preoccupazione per il clima politico e sociale. «Guardate cosa accade a Bergamo, dove giovani del Pd hanno insultato l’ex sindaco Giorgio Gori per le sue posizioni su Israele e accostato i sionisti ai maiali: è un deterioramento del confronto pubblico preoccupante. Se questa è la nuova classe dirigente, temo quello che ci aspetta».
d.r.