PAGINE EBRAICHE – È in arrivo il numero di febbraio
Cosa significa libertà e cosa significa lottare per essa? Pagine Ebraiche di febbraio in distribuzione in questi giorni propone alcune riflessioni sul tema, aprendo con un intervento sull’Iran e sulla spietata repressione messa in atto dal regime degli ayatollah. «Oggi la stabilità e la libertà sono ricercate dalla popolazione iraniana, dallo Stato di Israele e dagli Stati Uniti», sottolinea in una intervista Pejman Abdolmohammadi, professore italo-persiano di Storia e Relazioni internazionali del Medio Oriente all’Università di Trento. «Se questa alleanza perderà vincerà Hamas, vinceranno i sostenitori dell’Islam politico, la Turchia, il Qatar, la Cina e il mondo propal».
Il giornale prosegue con le emozioni siriane della studiosa di ebraismo Susannah Heschel – figlia del grande rabbino e filosofo Abraham Joshua Heschel – di recente in visita a Damasco. A Pagine Ebraiche descrive questo viaggio nella fragile Siria post-Assad come «una delle esperienze più incredibili della mia vita».
Di libertà vista attraverso lenti ebraiche scrive poi Massimo Giuliani spiegando che la cultura ebraica si fonda su un’epopea di liberazione ed è «un paradigma universale che l’ebraismo ha offerto al mondo», mentre Andrea Zanardo rilegge la vita del fondatore movimento neoconservatore americano Norman Podhoretz, da poco scomparso. Il giornale prosegue con altre incursioni nell’attualità, ponendosi tra le altre una domanda: New York è ancora un luogo sicuro per gli ebrei e la vita ebraica? Alle domande di Simone Somekh risponde Scott Richman, direttore dell’Anti-Defamation League a New York e nel New Jersey.
Nella sezione dedicata ai libri si parla, tra i vari temi, di leggi noachidi, Occidente post 7 ottobre, spoliazione di beni ebraici sotto il fascismo. Per la sezione Italia Ebraica visitiamo l’interno dell’antico cimitero ebraico di Napoli, nel quartiere di Poggioreale: un’affascinante quanto poco conosciuta “casa della vita”.
In Cinema l’attenzione è per l’israeliano Butcher’s stain, di Meyer Levinson-Bloun. Il corto narra la storia di Samir (Omar Sameer), un macellaio arabo che lavora in un supermercato ed è accusato di aver gettato in terra il poster per ricordare gli ostaggi del 7 ottobre, affisso nella stanza del personale. Era stato lui?
In Cultura, Pagine Ebraiche anticipa l’uscita del libro Playmakers: The Jewish Entrepreneurs Who Created the Toy Industry in America sul folto gruppo di immigrati ebrei che agli inizi del Novecento costruirono la nuova industria americana dei giocattoli, plasmando la cultura del tempo.
In Sport, i protagonisti sono i due calciatori israeliani appena arrivati in Serie A: Manor Solomon e Omri Gandelman. Ma anche una vecchia conoscenza del nostro campionato, Eran Zahavi, da poco ritiratosi dai campi di gioco. Lo celebra a suo modo un’antologia di “chimere” e “meteore” transitate dalla massima serie italiana.
In Cucina il lettore potrà trovare due ricette degli ebrei persiani per Purim. Nella riflessione conclusiva del giornale, dedicata alla festa delle sorti, Daniel Cohenca ci spiega perché la storia di Ester e Mordechai «è l’antidoto perfetto al fatalismo».