LA CONFERENZA – Da Trieste a Gerusalemme, un ponte tra caffè storici
Vice Questore della Polizia di Stato in pensione, Giuseppe Colasanto ha preso parte a diverse missioni dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Albania e Libia ed è da poco tornato a Trieste dopo due anni trascorsi tra Amman e Aqaba, in Giordania, dove ha messo a disposizione le sue competenze di “Border Management Specialist”. Una delle “frontiere” più suggestive l’ha attraversata però dentro Israele, scoprendo un angolo dell’amata Mitteleuropa dove meno se lo aspettava: nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme. È il mitico Caffè Trieste dell’Österreichische Hospiz zur Heiligen Familie, l’Ospizio austriaco della Sacra Famiglia, fondato a metà Ottocento in un momento di rinascente interesse europeo per la città e per il suo retaggio storico e biblico. «È stato come entrare in un altro mondo, passando in pochi istanti dal Medio Oriente con i suoi sapori e profumi a una Vienna da crepuscolo di un impero, tra valzer e krapfen», racconta Colasanto.
Il funzionario di polizia si definisce un «viaggiatore stanziale» e ha descritto alcune sue esperienze di vita in bilico tra confini in un libro, Oltrefrontiera, in cui spazia dall’Orient Express a Sarajevo, da Belgrado a Tripoli. Forse anche il Caffè Trieste di Gerusalemme meriterebbe un libro. Intanto è diventato una testimonianza sulla rivista Mitteleuropa e una conferenza, in programma mercoledì 11 febbraio alle 18 allo storico Caffè San Marco della città giuliana. L’iniziativa è della Comunità ebraica triestina e in particolare del suo vicepresidente Davide Belleli, che conobbe Colasanto durante una visita in sinagoga alcuni anni fa. «Ci è sembrato il luogo più adatto», sottolinea. «Il Caffè San Marco è un’istituzione e la sua storia si intreccia con quella della Comunità, condividendo parte delle mura con il nostro Beth HaKnesset». Sostenuto anche dalle sezioni triestine dell’Adei Wizo e dal Gruppo sionistico, l’incontro sarà così l’occasione per un «ideale gemellaggio» tra questi due caffè.
Da quello di Gerusalemme passò anche l’imperatore Francesco Giuseppe, che risiedette all’Ospizio austriaco dal 9 al 13 novembre del 1869 nel corso del suo viaggio per festeggiare l’apertura del Canale di Suez. Colasanto definisce il Caffè Trieste «un non luogo sospeso nel tempo, che allaccia la Vecchia Europa al Levante, in un’atmosfera nostalgica e rarefatta: non è un caso che porti il nome di Trieste, il porto dell’Impero asburgico, la sua proiezione nel Mediterraneo». Per descrivere le sue sensazioni cita uno dei più grandi scrittori ebrei del Novecento, Joseph Roth, di cui «sembrano rivivere alcune atmosfere del suo capolavoro, La marcia di Radetzky».
a.s.