MEDIO ORIENTE – Netanyahu da Trump: nodo Iran tra negoziati e opzione militare

Il negoziato tra Stati Uniti e Iran sul nucleare difficilmente porterà a un accordo e il presidente Usa Donald Trump dovrà decidere se colpire il regime di Teheran. Secondo il Washington Post e l’israeliano Ynet è questo lo scenario alla vigilia del settimo vertice tra Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahu, atteso alla Casa Bianca nelle prossime ore. Al centro del colloquio la linea da tenere con l’Iran: Netanyahu chiede di inserire nelle trattative non solo il nucleare, ma anche il programma di missili balistici.
Su questo punto emerge la distanza tra Washington e Gerusalemme. L’amministrazione americana mantiene il focus sull’atomica, mentre Israele considera la minaccia missilistica immediata e concreta, alla luce degli attacchi subiti nella guerra del 2025. Per l’Iran, però, l’arsenale non si tocca.
Lo spiega al New York Times l’analista israeliano Raz Zimmt: «Dal punto di vista di Teheran, il rischio di un attacco militare da parte degli Stati Uniti è inferiore al rischio di rinunciare all’unica difesa che ha». E aggiunge: «Rinunciare ai missili aprirebbe la strada a un cambio di regime». Per la guida suprema Ali Khamenei i missili rappresentano la principale garanzia di sopravvivenza del sistema iraniano, soprattutto dopo l’indebolimento delle milizie alleate nella regione.
Il vertice di Washington servirà a chiarire la linea americana nei confronti del regime degli ayatollah e a definire i margini della trattativa in corso in Oman. Netanyahu punta a ottenere garanzie su una posizione più ampia e restrittiva. L’amministrazione americana valuta se proseguire sul terreno diplomatico o prepararsi a uno scenario più duro. Secondo Ynet, a Gerusaleme prende quota l’ipotesi di un ritorno all’opzione militare con la collaborazione americana.
Con un occhio a quanto accade in Oman, Gerusalemme rafforza il sistema aereo multilivello – Iron Dome, David’s Sling e Arrow – per fronteggiare un eventuale nuovo attacco iraniano. In questi giorni sono stati completati test avanzati sul David’s Sling, sistema destinato a intercettare missili, razzi, droni e missili da crociera a medio raggio. Obiettivo: aumentare la capacità di risposta e ridurre la pressione sugli intercettori Arrow, più costosi e dedicati alle minacce a lunga distanza. «Stiamo migliorando la preparazione alle minacce future», fa sapere il ministero della Difesa israeliano.


(Nell’immagine, l’incontro alla Casa Bianca tra Trump e Netanyahu nel settembre 2025)