USA – Indagine Ajc: L’antisemitismo è tutti i giorni
Nessuno dovrebbe cambiare il proprio comportamento a causa di ciò che è o di ciò in cui crede. «Vive però così la maggior parte degli ebrei americani», denuncia l’American Jewish Committee nella sua ultima indagine sull’antisemitismo negli Usa, pubblicata nelle scorse ore. Il report dell’organizzazione ebraica si riferisce al 2025, che l’Ajc definisce «uno degli anni più violenti contro gli ebrei americani nella storia recente», ricordando fra le altre tre vittime dell’odio: i giovani Sarah Milgrim e Yaron Lischinsky (26 e 30 anni), dipendenti entrambi dell’ambasciata israeliana, assassinati all’esterno del Capital Jewish Museum di Washington dopo un evento Ajc, e l’82enne Karen Diamond rimasta uccisa per il lancio di una molotov contro i partecipanti a un’iniziativa a sostegno degli ostaggi israeliani organizzata a Boulder in Colorado. Senza dimenticare l’incendio doloso contro la residenza ufficiale del governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, durante la prima sera di Pesach.
L’indagine dell’Ajc si basa sulle percezioni, raffrontando le sensibilità sul tema di un campione ebraico composto da oltre 1.200 persone e di oltre un migliaio di persone esterne al mondo ebraico. Uno dei dati più allarmanti riguarda il numero di ebrei americani che afferma di aver subito un atto antisemita nel 2025: si tratta del 31%, quasi un terzo del totale. «Quanto pensi che sia un problema, se lo è, l’antisemitismo negli Usa?», chiede l’Ajc all’inizio dell’indagine. La risposta «un problema molto serio» è l’opzione del 46% di chi si definisce ebreo e del 28% di chi non lo è. È invece simile la percentuale di chi si riconosce nella valutazione «un problema piuttosto serio»: il 47% degli ebrei, il 42% dei non ebrei. «Dopo il 7 ottobre l’antisemitismo è aumentato?», domanda ancora l’Ajc. È d’accordo l’86% degli ebrei e il 63% dei non ebrei, mentre sarebbe rimasto “stabile” rispettivamente per il 13% del primo gruppo e per il 31% del secondo. Si parla anche di Israele. «Ritieni che la frase “Israele non ha il diritto di esistere” sia antisemita o no?», viene chiesto. È antisemita per la grande maggioranza e tuttavia il 17% di ebrei non la ritiene tale.
La crescita dell’antisemitismo sta avendo «un profondo impatto» nella vita degli ebrei americani, sottolinea Ajc. Più della metà (55%) dichiara di aver cambiato alcune abitudini, mentre il 17% sostiene di aver preso in considerazione l’idea di lasciare il paese (nel 2024 erano stati il 13%). Il 41% degli ebrei americani racconta di aver evitato di indossare o mostrare in pubblico oggetti o simboli riconducibili all’ebraismo, con un aumento di 18 punti percentuali rispetto al 23% del 2022; il 39% spiega di aver evitato di pubblicare online contenuti che lo identificassero come ebreo «o rivelassero le proprie opinioni su questioni ebraiche», con un aumento di 12 punti percentuali rispetto al 27% del 2022; un altro 30% risponde di «aver evitato determinati luoghi, eventi o situazioni» con un aumento di 14 punti percentuali rispetto al 16% del 2022.
a.s.