IL CASO ALBANESE – Da Bologna a Napoli, no comment dei sindaci

Dopo l’ultima intemerata di Francesca Albanese contro Israele nel corso di una conferenza di Al Jazeera alla quale partecipava anche il leader di Hamas Khaled Meshaal, cosa accadrà alle tante cittadinanze onorarie attribuite alla relatrice Onu in Italia? Il Comune di Bologna, ad esempio, farà marcia indietro o confermerà l’atto? E a Napoli, dove c’è stato il sì del Consiglio comunale ma il provvedimento è da mesi in naftalina, quale sarà la decisione finale? «Sul tema al momento non ci sono novità e il Comune non entra in questioni internazionali che attengono ad altre regole e seguono logiche ben lontane dal contesto cittadino», risponde a Pagine Ebraiche il responsabile dell’ufficio stampa del capoluogo campano. Sulla questione si sono registrati nel recente passato scossoni profondi con la Comunità ebraica locale, che non ha partecipato alle iniziative organizzate dal Comune in occasione dell’ultimo Giorno della Memoria per via dell’omaggio reso nei confronti di un personaggio «che evoca nei suoi interventi, stereotipi come “la lobby ebraica”, classico dell’antisemitismo più bieco, che definisce “vergognoso” un disegno di legge contro l’antisemitismo e addirittura bolla Liliana Segre come “non lucida e non imparziale” quando parla di genocidio». Questa testata ha chiesto un commento anche all’ufficio del sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Dal suo portavoce ci è giunto un «al momento non credo che commenteremo la vicenda».

a.s.