UCEI – Livia Ottolenghi è la nuova presidente
Livia Ottolenghi è la nuova presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Professore ordinario di Odontoiatria all’Università La Sapienza di Roma, 63 anni, nel precedente mandato è stata assessore alle Politiche educative dell’ente.
Ottolenghi è stata eletta nel corso dell’odierna riunione del Consiglio Ucei a Roma, con 42 voti a favore e quattro schede bianche. «La mia candidatura si fonda su un punto chiave: apertura, identità, crescita culturale. Su queste basi va costruita una nuova stagione, in equilibrio dinamico», ha affermato Ottolenghi. La Giunta, ha annunciato, «sarà rappresentativa di tutte le sensibilità, con deleghe chiare e forti e con una comunicazione trasparente, per un ebraismo che sa scegliere e unirsi per affrontare anni non facili». Molto emozionata, Ottolenghi ha dichiarato di accogliere l’incarico «con senso di gratitudine e grande responsabilità: cominciamo a lavorare subito per la costruzione della Giunta». Il suo primo abbraccio è stato per il padre Enzo, che ha assistito al voto e all’elezione della figlia.
Nel presentare la sua candidatura, Ottolenghi aveva parlato di «lavoro serrato nelle ultime settimane» per arrivare a una sintesi tra varie forze e sensibilità dopo che una prima riunione in data 11 gennaio non aveva portato alla nomina di un presidente. «Abbiamo lavorato su un progetto che non riguarda una persona, ma un’idea generale di governance».
Sposata con Massimo Gai, madre di tre figli, Ottolenghi è da tempo impegnata all’interno dell’ebraismo italiano e romano. In ambito Ucei, nell’ultimo mandato, è stata promotrice delle “Sedici schede per conoscere l’Ebraismo” realizzate da Ucei e Cei per una corretta conoscenza e trasmissione dell’ebraismo nelle scuole. Ha inoltre promosso la firma di un accordo tra Ucei e Hevrat Yehudei Italia, la comunità degli israeliani di origine italiana, per progetti in Israele rivolti agli insegnanti e agli studenti del Collegio Rabbinico Italiano e lavorato al rafforzamento della collaborazione con la Biblioteca Nazionale d’Israele. L’Unione, ha dichiarato Ottolenghi in una intervista con Pagine Ebraiche, deve essere «la casa comune delle comunità, fondata su ascolto e pluralismo; una voce autorevole nella società italiana, in continuità con la gestione uscente; un ponte verso Israele e il mondo ebraico internazionale». La nomina arriva al termine dei nove anni e mezzo di presidenza di Noemi Di Segni, che ha guidato l’Unione lungo un periodo particolarmente complesso e denso di cambiamenti per la vita dell’ebraismo italiano.
a.s.