UCEI – Livia Ottolenghi: Al lavoro tutti insieme per affrontare le sfide

Il cellulare non fa che vibrare, rispondere a tutti è materialmente impossibile. «Ho ricevuto finora oltre 900 messaggi, istituzionali e più personali. Sono un po’ tramortita», racconta Livia Ottolenghi. Professore ordinario di Odontoiatria all’Università La Sapienza di Roma e assessore alle Politiche educative dell’ente nel precedente mandato, ha iniziato oggi il suo primo giorno effettivo da nuova presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. È la terza donna in questo ruolo dopo Tullia Zevi e Noemi Di Segni, dalla quale ha raccolto ieri il testimone.
Eletta con 44 voti e quattro schede bianche, candidatasi alla presidenza con la lista romana HaBait, Ottolenghi guiderà una Giunta unitaria «che raccoglie un mandato preciso: adesso dovremo lavorare tutti insieme per trovare un ritmo e rispondere alle diverse esigenze». Al termine del Consiglio, la nuova Giunta si è subito riunita per un primo scambio di idee su «come riorganizzare l’ente attraverso le commissioni e i tavoli di lavoro, impostando anche alcuni appuntamenti aggregativi che ci attendono nei prossimi mesi: dal campeggio invernale di Pinzolo al Moked di Milano Marittima; organizzeremo poi gli Stati generali dell’ebraismo italiano».
L’impegno per arrivare a una governance condivisa «è stato complesso, perché abbiamo dovuto trovare una sintesi partendo da diversi punti». Per Ottolenghi era però la strada maestra da seguire «e lo era anche per le altre liste, come già emerso nella prima riunione del nuovo Consiglio a gennaio: c’è chi ne ha parlato in toni critici, come di un momento di stallo, ma in realtà è stata un’opportunità per misurarci e per iniziare a costruire il risultato raggiunto ieri».
Stare tutti insieme, armonizzare visioni differenti, «non è la scelta più semplice, ma è un messaggio importante all’interno del mondo ebraico e verso l’esterno». All’interno, afferma Ottolenghi, «può aiutare a migliorare la conoscenza e l’apprezzamento per le attività dell’Ucei, con un rispetto più ampio del lavoro che viene fatto». All’esterno invece «è una risposta a a tutte le varie situazioni aperte; come noto le sfide da affrontare sono molteplici e ad esse dobbiamo rispondere non solo con reattività ma anche con iniziative e proattività, rafforzando quel che viene fatto: la reputazione dell’ente è molto alta e lo testimoniano anche i numerosi messaggi arrivati in queste ore». Ottolenghi, annuncia, proseguirà nel suo lavoro all’università «cercando di conciliare il tutto con un’attività molto intensa quale è la presidenza Ucei». Ieri, al momento della proclamazione, non ha trattenuto l’emozione. «L’abbraccio con mio padre Enzo, le telefonate di marito e figli, sono momenti che non dimenticherò». Altro aspetto «di particolare emozione» è stato il luogo dell’elezione, gli asili ebraici di Roma, «oggetto da sempre di un forte contributo familiare: mia madre Claudia Di Castro Ottolenghi ci ha lavorato per molti anni come volontaria, io stessa ho iniziato il mio impegno comunitario come consigliera degli Asili».

a.s.

(A destra la presidente dell’Ucei Livia Ottolenghi fotografata subito dopo la sua elezione accanto all’ex presidente Noemi Di Segni)