LIBRI – Am HaSefer, alla Biblioteca Centrale la prima presentazione

Il libro come chiave per leggere la storia ebraica italiana. Non solo oggetto di studio, ma strumento di identità, memoria e integrazione. È questo il filo conduttore di Am HaSefer. Lettori e bibliofili nell’Italia ebraica tra il XVII e il XX secolo, il volume che raccoglie gli atti del convegno promosso il 21 novembre 2023 dalla Fondazione per i Beni culturali ebraici in Italia – Fbcei.
«Il convegno è stato un appuntamento molto importante nell’ambito dei programmi avviati dopo che la Fondazione ha assunto la gestione della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano», spiega Dario Disegni, presidente della Fbcei. «Abbiamo voluto valorizzarne il ruolo non solo come luogo di conservazione, ma come centro di ricerca, di convegni e di dibattiti».
Il tema scelto – lettori e bibliofili nell’Italia ebraica tra XVII e XX secolo – è «importante ma finora non molto indagato», osserva Disegni. «Volevamo approfondire il mondo del libro ebraico, dei suoi lettori e dei suoi collezionisti, sia pubblici sia privati, anche come stimolo a proseguire le attività di ricerca».
La prima presentazione si tiene alle 17.00 alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. «Una scelta non casuale», precisa Disegni. «La Biblioteca è stata un partner fondamentale della Fondazione, insieme all’Ucei e alla National Library of Israel, nel progetto I-Tal-ya Books per la catalogazione dei libri ebraici a stampa parte del patrimonio librario italiano. La Biblioteca ospita sul proprio portale le digitalizzazioni del progetto».
Il convegno del 2023 ha riunito studiosi italiani e stranieri, mettendo in luce la varietà delle raccolte conservate in biblioteche nazionali e internazionali. Da qui la decisione di pubblicarne gli atti, ora usciti per le Edizioni di Storia e Letteratura. «L’iniziativa ha avuto un’eco significativa e il Consiglio della Fondazione ha ritenuto importante fissarne i risultati in un volume», sottolinea Disegni.
Il 10 marzo il volume sarà presentato alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, che conserva fondi ebraici di grande rilevanza, in parte salvatisi dall’incendio del 1911. Altre presentazioni sono in programma in diverse città italiane, soprattutto in sedi istituzionali pubbliche.
«L’obiettivo è portare i risultati di questo convegno in contesti diversi», conclude Disegni. «Ha rappresentato un passo avanti significativo nella ricerca, ma molto resta ancora da fare per approfondire lo studio del libro ebraico e della sua storia».