OLIMPIADI – Firestone saluta Milano: «Ai Giochi per Israele, nel ricordo di Monaco ’72»
«Ho sentito calore e vicinanza in mezzo alle Dolomiti come non avrei mai immaginato. E ho realizzato il mio sogno da bambino: gareggiare per Israele alle Olimpiadi invernali». Così Jared Firestone, 35 anni, atleta olimpico per Israele, di passaggio a Milano dopo aver gareggiato nello skeleton a Milano-Cortina 2026, dove ha chiuso al 22esimo posto. Ospite di rav Levi e Mashi Hazan del centro Chabad HaMakom, Firestone ha raccontato la scelta di ricordare, durante la sfilata inaugurale, gli atleti israeliani assassinati a Monaco nel 1972. «I loro nomi erano sulla mia kippah. Li ho portati con me, insieme alla bandiera di Israele», ha spiegato, accennando alle difficoltà legate alla sicurezza che hanno accompagnato la delegazione israeliana.
La Stella di Davide disegnata sul casco è stata per lui un portafortuna. «Sentivo di scendere più veloce. Sapevo che tutti mi riconoscevano per il Maghen David».
I mesi di preparazione nello Stato di New York e a Salt Lake City hanno contribuito a costruire il risultato sportivo raggiunto a Cortina. «Un ambiente sereno in cui ci siamo potuti preparare bene e con tranquillità». Anche in Italia, al di là di qualche contestazione, l’atmosfera è stata serena. «Nessuno di noi ha subito episodi di antisemitismo durante il soggiorno, anzi…», ha aggiunto con un sorriso l’atleta
Rav Hazan e Milo Hasbani, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, hanno sottolineato il valore della presenza di Firestone ai Giochi. «Un ambasciatore in una disciplina non facile: il miglior messaggio di pace e speranza», ha osservato Hazan. «Partecipare a competizioni internazionali è fondamentale per Israele: significa dare forza e visibilità a un intero popolo», ha concluso Hasbani.
(Nell’immagine Mashi e Levi Hazan, Jared Firestone, Milo Hasbani, Sabrina Cohen – Foto di Tehila Sciunnache)