ROMA – Dialogo su sionismo apre ciclo incontri “Lechaim”
Oltre 120 persone hanno partecipato a Roma all’evento di lancio del progetto “Lechaim – Alla vita! Viaggio nell’identità ebraica” organizzato dalla testata online Linkiesta, dal Centro Ebraico Il Pitigliani e dalla libreria ebraica Kiryat Sefer. Cinque in tutto gli incontri per declinare «l’identità ebraica nelle sue varie sfaccettature, in un momento di grande disinformazione», ha sottolineato Miriam Haiun, la responsabile delle attività culturali del Pitigliani. Ha inaugurato il ciclo una riflessione sul termine sionismo a partire dalla nuova edizione de Lo stato degli ebrei di Theodor Herzl, edita dall’associazione Setteottobre e curata da Daniele Scalise.
Dopo i saluti del presidente del Pitigliani, Daniel Coen, e dopo un’introduzione del presidente di Setteottobre, Stefano Parisi, Scalise ha dialogato sull’argomento con l’ideatore del progetto Ruben Della Rocca. «In questo momento parlare di ebraismo e Israele non è semplice, non andiamo più di moda e il 7 ottobre è stato devastante», ha affermato quest’ultimo, neo assessore Ucei alla Memoria. Il programma è stato organizzato insieme a Massimiliano Coccia. «Abbiamo scelto “Lechaim” perché l’ebraismo ha sempre avuto la forza di sopravvivere. Alla distruzione di due Templi, all’esilio babilonese, alle migrazioni per l’Europa, all’Inquisizione, ai pogrom». E naturalmente alla Shoah.
Un baratro che Herzl vide avvicinarsi come testimone diretto dell’Affaire Dreyfus, raccogliendo inoltre testimonianze sempre più allarmate dall’Est Europa dei ripetuti pogrom e assalti antisemiti. Generalmente Der Judenstaat è tradotto con il titolo Lo stato ebraico. Scalise ha però rivendicato la scelta, diversa e a suo modo controcorrente, de Lo stato degli ebrei. «È un titolo importante perché fa riferimento a un popolo», ha spiegato. «Herzl parte da questa idea, la sottolinea e la ribadisce». Il dialogo tra i due si è incentrato sul libro e su cosa è scaturito da esso, in un “viaggio” dall’Israele dei padri fondatori a quello contemporaneo. Sarebbe piaciuto a Herzl l’Israele attuale? Il pensiero di entrambi è che, pur misurando alcune differenze dal progetto originario, potrebbe comunque dirsi soddisfatto di testimoniare l’identità di paese moderno e all’avanguardia in molti campi. Tra i temi discussi anche storia e matrici di due diversi “sionismi” in dialogo da sempre, quello politico e quello religioso. “Lechaim – Alla vita! Viaggio nell’identità ebraica” proseguirà con altri quattro incontri, sempre al Pitigliani. il 14 aprile si parlerà di lingua ebraica, il 5 maggio della figura di rav Jonathan Sacks, il 26 maggio del kibbutz. Concluderà il ciclo, il 18 giugno, un’iniziativa su Israele e Diaspora