LA DOMANDA – Gadi Polacco: «Parigi val bene una messa». E Firenze?
«Oggi ho consegnato all’Imam di Firenze Izzedin Elzir la proposta di legge approvata dal Consiglio regionale per il riconoscimento dello Stato di Palestina», ha postato ieri il presidente della Toscana Eugenio Giani. Non vi sono quindi dubbi circa la volontà di consegnarla all’imam, non all’attivista propal come qualche commentatore ha cercato di accreditare, evidentemente rilevando l’incongruenza del gesto.
È questo un ulteriore passo per tenere viva l’attenzione su un atto politico che pare sia importante, per il presidente Giani, al fine di tenere unite le fila dell’eterogenea maggioranza che lo sostiene, con molti esponenti della stessa che, nei giorni scorsi, hanno anche “taroccato” la vicenda cercando, in realtà in maniera bislacca, di accreditare un “riconoscimento” che una regione non può effettuare.
Cosa c’entra una figura religiosa con un atto prettamente politico, per giunta riguardante la politica estera del paese?!
Niente, se non ricorrendo appunto a una spiegazione all’insegna della pura strumentalizzazione politica “scenografica”, per la quale sacrificare allegramente il principio di laicità delle istituzioni pubbliche che al socialista, almeno di origine, progressista Presidente della Toscana dovrebbe interessare. Evidentemente il presidente Giani, cultore di storia, si è ispirato ad Enrico di Navarra, divenuto poi Enrico IV, al quale si attribuisce la famosa frase «Parigi val bene una messa». Localmente declinata, in questo caso, in «Firenze val bene una ṣalāt, una preghiera in moschea».
Gadi Polacco