MEMORIA – Emilia Marinelli Valori Giusta fra le Nazioni

«Credo nel sole anche quando non splende, credo nell’amore anche quando non riesco a sentirlo, e credo in Dio anche quando tace».
Con queste parole, incise sul muro di una cantina a Colonia dove alcuni ebrei si erano rifugiati per sfuggire alla persecuzione nazista, Jonathan Peled, ambasciatore di Israele in Italia, ha aperto il suo intervento nella Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma. L’occasione è stata la cerimonia di conferimento del titolo di Giusta fra le Nazioni a Emilia Marinelli Valori, madre del professor Elia Valori: un riconoscimento che rende onore al coraggio e alla straordinaria umanità dimostrati durante gli anni della persecuzione nazifascista. Il titolo, conferito dallo Yad Vashem, rappresenta il più alto riconoscimento attribuito dallo Stato di Israele a chi, mettendo a rischio la propria vita e senza alcun tornaconto personale, salvò ebrei dalla deportazione e dalla morte. Un’onorificenza che custodisce la memoria di gesti silenziosi ma decisivi, capaci di restituire speranza in una delle pagine più nere della storia.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato come Emilia Marinelli Valori scelse la via della solidarietà, offrendo protezione e salvezza ai perseguitati: un esempio di responsabilità morale oggi restituito alla memoria collettiva. Erano presenti numerose autorità e rappresentanti della comunità ebraica, fra i quali la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma. Gli interventi, introdotti da Riccardo Pacifici, che ha anche aggiunto ricordi famigliari, hanno sottolineato il valore universale del titolo di Giusto fra le Nazioni, ricordando come ogni storia di salvezza rappresenti una vittoria dell’umanità sulla barbarie. L’avvocato Francesco Cocco ha ripercorso la vita di Emilia Marinelli Valori, evidenziandone la statura morale. «Il vero senso della vita per me è fare la differenza per qualcuno», ha affermato, A concludere la cerimonia, prima del commosso ricordo del figlio, è stato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di ricostruzione storica della vicenda. Gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalle musiche dirette ed eseguite dal Maestro Claudio Di Segni insieme agli studenti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

l.e.