ROMA – Una pietra d’inciampo per il poliziotto Riccardo Maraffa

Una pietra d’inciampo ricorda da ieri a Roma, davanti all’ingresso della questura in via San Vitale,, il poliziotto Riccardo Maraffa (1890-1943). Comandante delle Forze di Polizia di Roma, dopo l’armistizio rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e prese parte alla difesa della capitale contro l’occupazione nazista. Fu poi arrestato pochi giorni dopo dalle SS e deportato a Dachau, dove trovò la morte l’11 dicembre del 1943. Alla cerimonia sono intervenuti il questore Roberto Massucci, il vicecapo della Polizia Carmine Belfiore e il vicepresidente della Comunità ebraica romana Alessandro Luzon. La Stolperstein per Maraffa ha trovato dimora accanto ad altre tre pietre posate nel 2024 in ricordo di Pietro Lungaro, Emilio Scaglia e Giovanni Lupis, tre coraggiosi poliziotti che si schierarono contro il nazifascismo. Lungaro fu una delle 335 vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, mentre Scaglia e Lupis vennero fucilati a Forte Bravetta. Alla cerimonia per Maraffa erano tra gli altri il presenti il prefetto Lamberto Giannini, il rabbino capo della città Riccardo Di Segni, l’assessore Ucei alla Memoria Ruben Della Rocca, l’ex presidente dell’ente Noemi Di Segni e Adachiara Zevi, responsabile del comitato pietre d’inciampo. Con loro anche alcuni alunni delle classi medie ed elementari della scuola ebraica.