CALCIO – L’impresa del Bodø/Glimt parla anche ebraico

Ståle Solbakken, il commissario tecnico della nazionale norvegese, non ha dubbi. La doppia vittoria del Bodø/Glimt in Champions League contro l’Inter, costata ai nerazzurri una sorprendente eliminazione dal torneo, è la più grande impresa nella storia del calcio in Norvegia. E mentre l’Inter si lecca le ferite e prova a ripartire concentrandosi su un campionato di Serie A che sembra già vinto con mesi di anticipo, in Norvegia si sprecano le lodi per il portiere del club scandinavo Nikita Haikin.
Russo con passaporto israeliano, la “saracinesca” Haikin è nato nel 1995 a Netanya. A livello giovanile ha tentato la fortuna prima alla Dinamo Mosca, poi agli inglesi del Chelsea, quindi al Portsmouth, al Reading e infine in Portogallo al Nacional. L’esordio tra i professionisti è stato nel 2017 in Israele con la maglia del Bnei Yehuda, con la quale ha debuttato in Ligat ha’Al (la Serie A israeliana), collezionando appena due presenze. Poi è passato in Liga Leumit, la Serie B locale, dove con l’Hapoel Kfar Saba ha giocato con più continuità. La sua sembrava comunque una carriere destinata a un relativo anonimato e, come racconta Ynet, Haikin era sul punto di ritirarsi dal professionismo «dopo essere stato respinto da vari club europei, tra cui squadre delle serie minori inglesi e scandinave». Nel 2019 è arrivata però la chiamata del Bodø/Glimt, dove è partito come portiere di riserva ma si è presto imposto come titolare grazie alle sue doti tecniche ancora in parte inespresse. Haikin si era già distinto lo scorso anno in Europa League, contribuendo alla storica semifinale raggiunta dai norvegesi ai danni della Lazio. Nella lotteria dei rigori che aveva deciso i quarti parò due rigori ai biancocelesti e festeggiò poi sui social, pubblicando una sua foto bambino con la maglia della Roma. Nel 2021, comunque, aveva fatto “piangere” anche i giallorossi. Hakini era infatti in campo nel pirotecnico 6-1 inflitto quell’anno dal Bodø/Glimt alla Roma in Conference League.

a.s.