GENOVA – Giacomo Cohen, Memoria viva nella “casa dei vivi”

L’ebreo genovese Giacomo Cohen (1834-1890) fu un innovativo imprenditore nel settore dell’importazione del cuoio e delle lane, con attività produttive a Sestri Levante, attività connesse nel territorio biellese e collegamenti internazionali in Francia e Sud America. Fu inoltre tra i promotori della fondazione della Scuola Superiore di Applicazione degli Studi Commerciali di Genova, divenuta nel 1885 la facoltà di Economia e Commercio dell’Università degli studi locale.
«Cohen fu un grande protagonista del suo tempo. La sua storia va ricordata e il suo lascito studiato», sottolinea la presidente della Comunità ebraica genovese Raffaella Petraroli Luzzati. Anche per questo la Comunità ha segnalato alle istituzioni l’importanza di restaurare il suo monumento funebre, nel settore ebraico del cimitero di Staglieno, restauro poi materialmente condotto dall’azienda Asef sotto il controllo dell’amministrazione comunale. A lavori conclusi, nella “casa dei vivi” del capoluogo ligure si è svolta di recente una conferenza con l’intervento di rappresentanti della Comunità, della nipote di Cohen, della restauratrice e di alcuni esperti di storia ebraica. L’iniziativa è stata inserita dalla Comunità nel programma del Giorno della Memoria, anche se Cohen visse e morì molti decenni prima della persecuzione nazifascista, per dare un senso “vivo” alla riflessione sulla presenza e sul contributo degli ebrei in Italia. «Tra gennaio e febbraio, la Comunità è stata coinvolta nell’organizzazione di numerosi incontri per parlare di Memoria, lotta all’antisemitismo, ebraismo vivo», spiega Petraroli Luzzati. Tra gli enti promotori c’era anche il Centro Culturale Primo Levi. Domenica scorsa, al Teatro della Tosse, la scena è stata presa dal concerto “Patrilineare. Una storia di fantasmi” di Enrico Fink. Mentre il giorno dopo nella sede dell’Alliance Française si è svolto un incontro con Jacques Fredj, il presidente del Memoriale della Shoah di Parigi.