PIEMONTE – Il 17 febbraio nuova Giornata della libertà religiosa

Approvata all'unanimità la legge che ricorda l'emancipazione di valdesi ed ebrei

Dal prossimo anno, ogni 17 febbraio, il Piemonte celebrerà ufficialmente la Giornata regionale della memoria delle Regie Patenti del 1848. Il Consiglio regionale ha approvato la legge con voto unanime, inserendo nel calendario civile una data che segna l’avvio dell’emancipazione civile di valdesi ed ebrei nel Regno di Sardegna.
In una nota congiunta, il presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni e il presidente del Concistoro della Chiesa valdese Sergio Velluto hanno espresso «soddisfazione e il più sentito apprezzamento» per il via libera dell’Aula. «Un sincero ringraziamento va rivolto, in particolare, alla prima firmataria della proposta di legge, la consigliera regionale Monica Canalis, che si è impegnata con fermezza e tenacia per tutto il lungo iter dell’iniziativa legislativa affinché si giungesse all’importante traguardo», sottolineano Disegni e Velluto.
Il 17 febbraio 1848 Carlo Alberto firmò le Lettere Patenti che riconoscevano ai valdesi i diritti civili e politici e l’accesso agli istituti scolastici, ponendo fine a secoli di discriminazioni. Il 29 marzo dello stesso anno analoghi diritti furono estesi alla comunità ebraica piemontese. Un passaggio che fece del Piemonte un territorio apripista nel riconoscimento delle libertà religiose nell’Italia preunitaria.
La ricorrenza, ricordano Disegni e Velluto, richiama «la fine a secoli di discriminazione e persecuzione, riconoscendo a valdesi e a ebrei i diritti civili e politici». Il 17 febbraio, precisano i due presidenti, non dovrà essere soltanto un momento celebrativo, ma «uno stimolo a difendere la conquista della libertà religiosa nel nostro Paese in un contesto di laicità dello Stato e di pacifica convivenza e collaborazione tra le diverse confessioni religiose, che rappresentano una ricchezza per la nostra società».
Il provvedimento impegna la Regione a promuovere, in occasione dell’anniversario, iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione, con particolare attenzione alle giovani generazioni, oltre alla valorizzazione dei luoghi piemontesi legati a quel percorso storico. Il programma annuale delle iniziative sarà approvato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, sentito il Centro Gianni Oberto, istituzione dedicata alla tutela della memoria piemontese.
«Il nostro territorio nel 1848 fu apripista del riconoscimento dei diritti civili alle minoranze religiose», ha ricordato Canalis (Pd), prima firmataria della proposta di legge, il cui iter è iniziato nel settembre 2024. «Con questa legge il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto». La libertà religiosa, ha aggiunto Canalis, resta «termometro di ogni altra libertà e tassello essenziale della convivenza democratica».
Nel dibattito in Consiglio regionale, la relatrice di maggioranza Marina Bordese (FdI) ha ribadito «l’importanza di sottolineare, in un’Italia in cui le identità religiose e culturali sono in continua evoluzione, il principio dell’eguale libertà delle confessioni religiose e il carattere di laicità delle istituzioni pubbliche».

d.r.

(Nell’immagine, la Mole Antonelliana colorata di blu per celebrare l’Emancipazione di ebrei e valdesi del 1848)