ROMA – Midor Ledor, trasmettere la cultura a partire da una mezuzà
Una mezuzà e un pubblico invitato a fare domande. Si è aperto così, nella sede della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e della Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi” a Roma, l’incontro conclusivo di Midor Ledor Europe, il percorso di formazione dedicato alla trasmissione del patrimonio culturale ebraico italiano ed europeo coordinato da chi scrive e Michelle Sembira e finanziato dall’Unione Europea. Offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino le metodologie, gli obiettivi e i risultati del percorso, l’appuntamento ha rappresentato un momento di sintesi e di restituzione pubblica del progetto sviluppato nell’arco di due anni. L’ospite d’onore dell’incontro è stata l’artista Ariela Böhm, autrice dell’opera simbolica posizionata all’ingresso della biblioteca: la mezuzà realizzata nel 1990 su richiesta di Tullia Zevi. La mezuzà è stata il punto di partenza di una riflessione condivisa, avviata con un esercizio di osservazione partecipata: una tecnica che invita il pubblico a descrivere, interrogare e interpretare ciò che vede trasformando, in questo caso, l’opera in uno strumento di dialogo e di narrazione collettiva.
Questo approccio rispecchia pienamente la metodologia di Midor Ledor – “di generazione in generazione” – che propone un racconto dinamico e condiviso del patrimonio culturale, fondato sul coinvolgimento diretto delle persone e sulla costruzione di significati condivisi.
La presentazione è proseguita con altre opere di Ariela Böhm, il cui lavoro dialoga con i valori al centro del programma: considerare il patrimonio ebraico non come realtà chiusa, ma come patrimonio comune, capace di raccontare identità, tradizioni e memoria in relazione costante con il territorio. L’arte si è così intrecciata con la riflessione sul significato più ampio del patrimonio culturale ebraico e sulla sua funzione nel contesto contemporaneo.
L’edizione italiana di Midor Ledor Europe si è sviluppata a partire da un corso di formazione rivolto a guide turistiche e operatori culturali. L’attenzione si è concentrata in particolare sul patrimonio ebraico del Sud Italia, coinvolgendo partecipanti provenienti da Basilicata, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria e Puglia. Dopo una fase di formazione online e diversi incontri in presenza, i corsisti hanno elaborato progetti originali, successivamente presentati in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica dello scorso settembre. Tra il pubblico erano presenti rappresentanti di diverse istituzioni italiane, quali il Museo Ebraico di Roma, la Fondazione Museo della Shoah, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e l’Associazione Guide Turistiche Italiane.
Valeria Milano