MEDIO ORIENTE: Guerra di Usa e Israele all’Iran: uccisa la Guida suprema

Teheran bombarda Tel Aviv e le monarchie del Golfo

Centinaia di obiettivi delle forze armate, delle autorità di sicurezza bombardate. La Guida suprema, Ali Khamenei, eliminata. Stessa sorte per decine di altri alti ufficiali delle Guardie rivoluzionarie. La Marina iraniana martellata. Sono i primi risultati dell’attacco congiunto scatenato sabato mattina da Israele e degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica dell’Iran con l’obiettivo dichiarato dal presidente Donald Trump di impedire al Paese di possedere la bomba atomica – nello stesso discorso l’inquilino della Casa Bianca ha rivolto un appello agli iraniani affinché rovescino il regime al potere dal 1979. L’Iran ha replicato con lanci di missili e droni contro Israele e contro una serie di obiettivi militari (soprattutto americani) e civili in tutto il Golfo persico. I proiettili iraniani hanno raggiunto il Kuwait, Dubai e Abu Dhabi negli Emirati, il Bahrein, la Giordania come pure il Qatar, fra le monarchie regionali quella più vicina al governo degli ayatollah.

Missili su Israele

Milioni di persone in tutto Israele si sono rifugiate nei bunker e nei rifugi antimissile per trovare riparo dalla pioggia di centinaia di missili balistici lanciati dall’Iran. Secondo le autorità, finora sono stati circa 400 i missili e droni lanciati verso il territorio israeliano. La maggior parte è stata intercettata dai sistemi di difesa, ma alcuni attacchi hanno causato gravi danni nel centro del Paese, in particolare nell’area di Tel Aviv, con operazioni di soccorso ancora in corso e sirene d’allarme risuonate a più riprese.

A Tel Aviv una donna di 25 anni è stata uccisa da un missile balistico che ha centrato in pieno l’edificio dove si trovava. La giovane lavorava come assistente domiciliare per un’anziana e si trovava nell’appartamento al momento dell’impatto. 27 le persone rimaste ferite nello stesso attacco, di cui due in condizioni moderate e le altre lievi; tra loro anche diversi bambini, incluso un neonato. Oltre 200 residenti sono stati evacuati e sistemati in tre hotel. Nell’area si contano danni a 40 edifici: uno dichiarato inagibile, 29 con danni strutturali non gravi e dieci con danni lievi. Le autorità hanno sospeso le attività non essenziali e invitato la popolazione a restare vicino ai rifugi. Un secondo decesso è stato confermato dall’ospedale Ichilov di Tel Aviv: una donna di 60 anni è morta per un arresto cardiaco mentre correva verso un rifugio antiaereo durante uno degli allarmi.

Le reazioni internazionali 

L’Arabia Saudita ha intercettato alcuni missili e droni nei propri cieli. Assieme all’Egitto, i paesi presi di mira da Teheran si sono allineati agli Stati Uniti. In una nota, Riad “condanna e denuncia nei termini più forti la palese aggressione iraniana e la flagrante violazione della sovranità” degli stati della regione. Opposta e contraria la reazione della Russia che ha condannato gli attacchi statunitensi-israeliani contro l’Iran come “un atto pre-pianificato e non provocato di aggressione armata contro uno stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite”. Domenica mattina la Cina si è detta “molto preoccupata” e ha sottolineato “che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran e di altri paesi regionali devono essere rispettate”. Un concetto espresso anche da governo dell’India guidato da Narendra Modi, ospite di Netanyahu in Israele fino a poche ore prima dell’attacco. Il segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guteress, ha convocato una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, che ha fotografato la divisione fra Russia e Cina da una parte, gli Stati Uniti dall’altra.

…e in Iran 

Sul web sono circolati decine di video di iraniani in festa mentre sul loro paese cadevano missili contro obiettivi del regime. “Grandi folle di iraniani”, è l’apertura del New York Times di domenica, “si sono riversate nelle strade di Teheran e di altre città in tutto l’Iran durante la notte, celebrando la notizia che la Guida suprema era stato uccisa durante una giornata di attacchi coordinati statunitensi e israeliani.” Dopo aver ammesso la morte di Khamenei, succeduto a Ruhollah Khomeini nel 1989, il clero sciita ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale.