LA LETTERA – Alan Davìd Baumann: Così si scredita la storia

L’appello, che riporto qui sotto, diffuso dal presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, utilizza dei termini non consoni alla figura che da alcuni anni rappresenta. Fosse stata inviata dal suo blog privato, avrei potuto democraticamente accettarla, ma un proclama “pacifinto” e al fianco del paese che da decenni sovvenziona e arma gruppi terroristici nazisti quali Hamas, Hezbollah, Houthi – riconosciuti come tali anche dalla Ue che Pagliarulo invoca – questo proprio no.
Sono figlio di una partigiana ad honorem, che durante il periodo girava per Bologna ad affiggere nei locali pubblici manifesti con su scritto di lottare contro i nazifascisti e che non si è mai definita “partigiana” perché non aveva mai adoperato un’arma.
Dopo svariati “25 aprile” – dove la stessa Associazione dei Partigiani Italiani cerca di promuovere le organizzazioni palestinesi come «salvatrici dell’Italia dal fascismo», invece di ringraziare la Brigata Ebraica dell’esercito britannico che ha contribuito alla liberazione: quelli sì avevano allora i passaporti “palestinesi” in quanto nati nel protettorato inglese -, ritenevo di dover restituire per protesta la tessera Anpi di Eva, ma mi sono reso conto che a dover rinunciare alla loro iscrizione, sono coloro che la guerra non l’hanno fatta e che gongolano nelle loro cariche e si limitano a scartare tutto quel che viene politicamente intrapreso da chi non la pensa come loro. Mi chiedo di quale democrazia si tratti, se si permette di falsificare la Storia e si proteggono i mandanti e gli assassini del pogrom del 7 ottobre.
Il messaggio di Pagliarulo è scandaloso. Si tratta di un’offesa verso coloro che hanno combattuto e donato la propria vita per il paese e per la libertà. Non è lecito darli una carica importante solo perché ex senatore del Pci. Certe posizioni dovrebbero essere guadagnate sul terreno. Ecco quanto ha scritto Pagliarulo: «L’aggressione di Israele e degli Stati Uniti all’Iran va condannata con la massima fermezza. Ancora una volta è oltraggiata la legalità internazionale da parte di due governi responsabili di gravissimi crimini. Il mondo è oramai in balia di comportamenti fuorilegge da parte di leader accecati da un delirio di onnipotenza. L’aggressione a un Paese sovrano, neppure coperta dal pretesto della “esportazione della democrazia” e grottescamente chiamata “attacco preventivo”, può innescare un conflitto regionale e forse globale. L’Onu condanni i responsabili col massimo rigore. L’Italia e la Ue prendano definitivamente le distanze da questa aggressione annunciata e si operi in ogni modo e con ogni mezzo, a cominciare dalla diplomazia, per far cessare subito questa nuova, sporca guerra».

Alan Davìd Baumann